118, per la consigliera Bruni l’accordo integrativo non è sufficiente



CATANZARO - «Mi dispiace constatarlo ma la nuova intesa che riguarda l’Air, Accordo integrativo regionale dei medici convenzionati del 118, non soddisfa minimamente le aspettative dei colleghi e non risolve la vicenda di un servizio che in queste condizioni continuerà a offrire ai cittadini una prestazione che non può garantire la tutela della loro salute». Lo afferma, in una nota, Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio regionale.

«Pare che nessuno comprenda - aggiunge Bruni - che non tutto si risolve solo con un aumento di stipendio ma anche migliorando le condizioni di lavoro, le prospettive previdenziali e prevedendo

corsi di aggiornamento adeguati. Invece, è stato, solo confermato, di fatto, quanto già deciso nel Dca dello scorso maggio, da tutti ritenuto inadeguato e non risolutivo per i gravi problemi di un comparto che a mano a mano sta vedendo diminuire sempre più le risorse umane che preferiscono emigrare verso incarichi più attraenti e stimolanti sia dal punto di vista professionale sia da quello economico».

«Nessuno di buon senso - sostiene ancora la leader dell’opposizione in Consiglio regionale - poteva pensare di risolvere una vicenda di questa entità dedicando all’interno dell’accordo Air 2022 Calabria appena un rigo per il servizio del 118 con il quale “si conferma nel presente accordo quanto già sottoscritto nell’accordo stralcio nel Dca 64/2022”. Uno schiaffo nei confronti non solo dei medici convenzionati rimasti in servizio in Calabria, ma soprattutto nei confronti dei cittadini calabresi che rischiano di continuare a avere un servizio di emergenza urgenza sempre meno efficiente se non si interviene con misure straordinarie commisurate alla gravità della situazione».

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