Sanità, Appello alla Regione Calabria.

 

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE

 

On. Presidente,

 

le nostre precedenti richieste di incontro (da ultimo del 26.09.16 e del 6.10.2016) per discutere delle problematiche delle strutture che rappresentiamo sono rimaste disattese.

Però, purtroppo, il nostro settore è messo gravemente in crisi dalle inadempienze della Regione, che Lei guida e rappresenta.  

 

INSUFFICIENTE DETERMINAZIONE BUDGET PER ASSISTENZA TERRITORIALE.

 

Le strutture territoriali, in questo momento, sono piene di pazienti che sono stati ivi ricoverati su espressa richiesta della ASP con un Piano di Assistenza individuale determinato.

La maggior parte di questi pazienti ha un Pai che prevede il ricovero almeno fino al 31 dicembre 2016.

Il budget assegnato agli erogatori per l’assistenza di queste persone è però agli sgoccioli: non coprirà le cure per la fine di novembre ed il mese di dicembre.

In questi giorni tutti gli erogatori operanti nel settore dell’assistenza territoriale stanno ricevendo, da parte delle Aziende Sanitarie, lettere di “richiamo” ai contratti sottoscritti ed ai budget fissati per l’anno 2016, con la precisazione che eventuali fatturazioni eccedenti il detto budget, non verranno pagate con contestuale richiesta di emissione di note di credito.

Le strutture dovrebbero, cioè, erogare GRATUITAMENTE l’assistenza espressamente richiesta ed attivata dalle Aziende Sanitarie.

Ma, NESSUN EROGATORE PUO’ PERMETTERSI DI EROGARE PRESTAZIONI SENZA ESSER REMUNERATO, perché l’assistenza ha un costo!

Ha un costo il personale, che deve essere remunerato per il lavoro svolto.

Ha un costo il cibo, che deve essere somministrato.

Ha un costo l’elettricità e tutto ciò che garantisce l’assistenza di qualità agli Ospiti.

 

La Struttura Commissariale, con l’approvazione del DCA n. 26/2016, HA IMPOSTO ALLE ASP DI EVIDENZIARE EVENTUALI CRITICITA’ nella determinazione dei Budget annuali, da rilevare entro il 30.06.2016, per poter apportare i necessari correttivi.

Le Asp, in sostanza, avrebbero dovuto far presente al Dipartimento ed ai Commissari che i budget non erano sufficienti a coprire il reale fabbisogno del territorio, chiedendo l’integrazione dei budget assegnati.

Il Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute, con propria nota prot. n. 76 del 05.08.2016, HA RICHIAMATO LE ASP AL RISPETTO DEL DCA 26/16, INVITANDOLI A SEGNALARE EVENTUALI DISCRASIE RISPETTO AI BISOGNI DELLA POPOLAZIONE, CON LE PROPOSTE DEGLI OPPORTUNI CORRETTIVI AI TETTI DI SPESA DI OGNI SINGOLO EROGATORE.

Ad oggi, non sappiamo se le ASP abbiano proceduto a segnalare eventuali situazioni di criticità, visto che oggi l’unica loro preoccupazione sembra essere quella di non sforare i budget.

Se non lo hanno fatto dovranno assumersene le responsabilità.

Ma ove, invece, abbiano provveduto a segnalare la necessità di fondi ulteriori per coprire il reale fabbisogno di assistenza, CHI HA DECISO DI NON TENERNE CONTO?

Si ricorda che i pazienti sono ricoverati perché c’è un provvedimento dell’ASP che dispone che venga loro erogata assistenza presso la Struttura ospitante.

Le Aziende Sanitarie, ben consapevoli che la maggior parte degli erogatori stanno esaurendo il budget assegnato, DOVREBBERO ATTIVARE LE PROCEDURE PER LE DIMISSIONI DEI PAZIENTI ANCORA IN CARICO ALLE TRUTTURE PRIVATE.

 

GLI EROGATORI NON HANNO ALCUN OBBLIGO DI GARANTIRE LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE AL DI FUORI DEL BUDGET RICONOSCIUTO

 

LE ASP INVECE DEVONO GARANTIRE LA CONTINUITA’ ASSISTENZALE E, QUINDI DEVONO DIMETTERE I LORO PAZIENTI E TRASFERIRLI PRESSO I PROPRI OSPEDALI.

 

QUOTA SOCIALE

 

Le strutture socio sanitarie (RSA, Case Protette e Centri Diurni) vengono remunerate sulla base di una retta divisa per competenze tra il Fondo Sanitario e il Fondo Sociale.

Sin dal 2010, le Strutture devono affrontare il problema dell’omesso pagamento della quota sociale retta.

Un problema oramai noto: il Fondo Sociale Regionale viene dotato ogni anno di risorse insufficienti a coprire il costo delle prestazioni necessarie alle Aziende Sanitarie per far fronte ai bisogni del territorio.

Tranne il 2015, in cui è stata corrisposta l’intera annualità, gli Erogatori si trovano oggi costretti, ancora una volta a rivolgersi alle Autorità giudiziarie per vedere riconosciuti i propri diritti.

Le procedure giudiziarie sono lunghe e dispendiose e costituiscono un danno non soltanto per le casse regionali, CHE OLTRE ALLE SOMME PAGANO INTERESSI E SPESE LEGALI, ma anche per gli erogatori i quali incassano le somme dovute a distanza di tanto tempo rispetto a quando le prestazioni sono state erogate.

Il problema non è certamente stato risolto con l’approvazione della LR n. 11/2015 (che ha posto a carico delle ASP il pagamento della quota sociale), tra l’altro impugnata dal Governo.

Gli erogatori, ad oggi, hanno ricevuto il pagamento delle sole prestazioni erogate nei mesi di gennaio e febbraio 2016.

***

 

Le numerose strutture sanitarie e socio sanitarie (del tipo RSA, Case Protette, Presidi di riabilitazione extra ospedaliera e strutture per tossicodipendenti) assistono all’incirca 5 mila pazienti e offrono lavoro sicuro a circa 5 mila unità lavorative tra personale medico e non.

Lo scarso interesse dimostrato nei confronti del settore è incomprensibile, considerando le concrete risposte che questo dà sul territorio: tutte le strutture operano a pieno regime e lunghe sono le liste d’attesa per accedervi.

 

 

La gravità della situazione, le cui problematiche sopra esposte sono solo le più urgenti, impone alle Associazioni di richiedere (ancora una volta!) un incontro urgente con la Signoria Vostra per definire la delicata questione che riguarda gli Erogatori, i pazienti, i lavoratori, le rispettive famiglie e tutti cittadini calabresi che hanno necessità di risposte e di certezze su quello che sarà il futuro delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, da oggi alla fine dell’anno.

 

Distinti saluti.

 

 

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