Via libera al Fondo Sanità, oltre 110 miliardi

ROMA - Non proprio una formalità ma quasi. Anche se c'è stato bisogno, ieri, di una riunione ad hoc al Ministero per gli Affari regionali. Il tema è il Fondo sanitario nazionale, che oggi ha avuto un prima via libera dalla Conferenza delle Regioni, chiamate a decidere in sede di seduta straordinaria, a cui è seguito il nulla osta definitivo della Stato-Regioni. L’ammontare complessivo, che negli anni scorsi è stato oggetto di forti polemiche tra esecutivo e governatori, è pari a poco più di 110,1 miliardi. Svetta la Lombardia, che guida la classifica dei territori a cui vanno più risorse, con oltre 18 miliardi di euro. A seguire il Lazio, con 10,6, e la Campania, con 10,3 miliardi. La quota indistinta da ripartire, praticamente 110 miliardi, comprende varie voci, tra cui 50 milioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie legate alla dipendenza del gioco d’azzardo; 150 milioni per l'assunzione e la stabilizzazione del personale del Ssn; 127 milioni per il finanziamento del Nuovo piano nazionale vaccini (che all'incirca rappresenta lo 0,11% della spesa complessiva per il Ssn); 4,4 milioni per la prevenzione e la cura della fibrosi cistica; 6,68 milioni per la medicina penitenziaria. Il coordinatore degli assessori alla Sanità, Antonio Saitta, ha reso noto che il Fondo potrà finanziare circa 860 borse di studio per i medici di famiglia, per raggiungere il livello annuale di 2mila, e 58 nuovi contratti annuali di specializzazione. «Ci tengo a dire che queste borse di studio le finanzieremo non con fondi aggiuntivi ma con risorse già a disposizione delle regioni», ha puntualizzato l’amministratore piemontese. Guarda avanti il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, l’azzurro Giovanni Toti, in vista dell’apertura della trattativa con il governo per il Fondo sanitario 2019: «auspico che torni a crescere al livello del Pil dei paesi principali del nostro continente», ha puntualizzato oggi. Nell'ambito del riparto, ha aggiunto, è stata trovata un’intesa anche per i 75 milioni relativo al trasporto dei giovani con grave disabilità. La situazione dei medici specializzati preoccupa oltremodo Saitta. Domani, ha annunciato, «vedrò la ministra della Salute Giulia Grillo e le chiederò quanto abbiamo sollecitato come Regioni in questi anni: vale a dire la necessità di inserire gli studenti di medicina specialistica dell’ultimo anno nel Sistema Sanitario per far fronte alla carenza di medici, tema che è già assurto a vera e propria emergenza. Questo problema o lo si risolve - avverte Saitta - o le regioni saranno costrette ad adottare azioni forti, perché non è che possiamo chiudere gli ospedali».

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