Medici, servono 560 mln per il rinnovo del contratto

ROMA - Risorse, contratto e assunzioni, sono tre le richieste che arrivano dai medici della dirigenza sanitaria, che hanno proclamato oggi lo stato di agitazione. "Per garantire l’indennità di esclusività servono 60 milioni di euro, mentre per garantire il rinnovo del contratto dei medici, fermo dal 2010, servono 500 milioni di euro, che erano già stati previsti e inseriti nella Finanziaria dello scorso anno». A spiegarlo è Andrea Filippi, segretario della FP Cgil medici a margine della conferenza stampa di annuncio dello stato di agitazione della categoria. «Ad oggi non ci sono risorse per garantire un aumento del 3,48% dello stipendio dei medici dirigenti, come per tutti gli altri dipendenti pubblici». Per questo motivo era stato proclamato uno sciopero alcuni mesi fa, poi revocato. «Nel frattempo - prosegue Filippi - abbiamo portato avanti responsabilmente un tavolo tecnico con l’Aran, avendo la convinzione che si sarebbero trovate anche per noi risorse per garantire il 3,48% ma ad oggi non ci sono. Le regioni dichiarano di non averle accantonate». Le regioni, prosegue, creano «un conflitto tra utenza e chi deve garantire il servizio all'utenza: se ci danno soldi a noi non possono garantire i Lea. E’ una politica scandalosa». La questione, sottolinea, «è prettamente politica, dobbiamo capire le reali intenzioni di questo Governo: vuole cambiare il passo di una situazione diventata drammatica. Negli ultimi anni si è procedute con mance elettorali. Riuscirà a invertire la rotta e investire sui servizi, sul welfare e sul personale del servizio sanitario nazionale?". «Al mancato rinnovo contrattuale si aggiungono altri pesanti problemi, come la grave e ormai cronica carenza di medici a causa della mancata programmazione e di una precisa volontà politica orientata oramai al declino della sanità pubblica», commenta Giuseppe Ettore, presidente della Federazione Sindacale Medici Dirigenti (Fesmed). Negli ultimi anni, spiegano i sindacati, sono stati persi circa 15 mila medici a causa del blocco del turnover e dei pensionamenti. E la carenza arriverà fino a 25mila professionisti in meno entro il 2023. Una mancanza di personale, spiegano i medici, che si traduce in troppi turni notturni da coprire durante la settimana, quasi nessun weekend libero, difficoltà di andare in ferie perché la riduzione di organico è tale che è difficile coprire le ore di assistenza. E ben 15 milioni di ore di straordinari non pagate ogni anno. A questo si aggiunge, la mancanza di specialisti dovuta a errori di programmazione delle esigenze. Per colmare la lacuna, la richiesta al Governo è di aumentare di 2000 unità le borse per le specializzazioni.

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