Crotone, il Centro ausili tecnologici del gruppo Turano a disposizione della Calabria

 CROTONE - Bisogna immaginarseli, questi bambini che nascondono il loro problema, per dirci molto di più. Bisogna immaginarseli, e cercare di ricomporre il senso dei loro vocalizzi apparentemente senza significato. Bisogna immaginarseli, mentre i loro complessi bisogni comunicativi e le loro difficoltà di apprendimento sono interrogativi ancora in piedi. Quegli interrogativi adesso possono trovare risposte, a Crotone e in Calabria, grazie al Cat (Centro ausili tecnologici), un servizio innovativo per tutte le persone, non solo in età evolutiva ma anche adulte, realizzato dalla Fondazione Turano di Roma e ospitato dal Centro Turano di Crotone. “A Crotone c’è un nuovo spazio per i diritti”, ha detto, non a caso, Carmelo Turano, presidente dell’omonima Fondazione, durante il convegno tenutosi per illustrare le strategie e gli strumenti della Caa (comunicazione

aumentativa e alternativa), a cui si ispira il progetto Cat, e conclusosi con le visite guidate, a cura dello psicotecnologo Fabrizio Corradi, peraltro docente alla Lumsa, di rappresentanti dell’associazionismo e delle istituzioni attraverso locali attrezzati con i più innovativi dispositivi della tecnologia “assistiva”.  Facilitatori della riabilitazione, che prima erano appannaggio esclusivo di grandi centri a Milano o a Pavia, adesso sono fruibili nel profondo Sud per famiglie che non dovranno più affrontare i cosiddetti viaggi della speranza. E’ stata folta la partecipazione al convegno, moderato da Gennaro Colangelo, responsabile della comunicazione per la Fondazione Turano, che ha saputo suscitare interesse per l’unicità del progetto in Calabria. Un progetto che si ispira a iniziative internazionali nel campo della
Caa, ovvero a un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie volte a semplificare e incrementare la comunicazione nelle persone, siano esse bambini o adulti, che hanno difficoltà a usare i più comuni canali comunicativi. “Un servizio necessario in Calabria”, ha sottolineato lo psicotecnologo Corradi, grazie al quale con un semplice pulsante o un gesto quel bambino che non riesce ad articolare il linguaggio orale o la scrittura riuscirà, comunque, ad essere più presente, in famiglia, nei luoghi di gioco, nella vita pratico-quotidiana. “Il Cat – ha annunciato Caterina Podella, segretario generale della Fondazione Turano – verrà proposto a tutte le strutture riabilitative in Calabria”. L’auspicio è che sia “l’inizio di un network” e che stimoli la relazione tra tutte le strutture sanitarie territoriali che si occupano dei bisogni di salute nella disabilità.

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