Decreto Calabria, Cannizzaro (FI): Limitati i danni

 

ROMA - «Limitare i danni: questo è stato
l'obiettivo che ci siamo posti in aula come gruppo parlamentare.
Altro non è stato possibile fare, davanti all’utopia proposta
dai gruppi di maggioranza a trazione grillina, ostinati
difensori del commissariamento totale delle funzioni più
elementari della sanità calabrese». Lo afferma in una nota il
deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro.
«Abbiamo ottenuto - prosegue - una piccola vittoria che
assume notevole importanza per quanto riguarda l’impatto
economico su un provvedimento che potrebbe durare molti mesi e
che, senza un nuovo governo nel breve periodo, difficilmente
troverà accorgimenti migliorativi o, come spero, l’abrogazione
totale. Insieme agli altri colleghi deputati, e soprattutto
grazie al carattere e alla concretezza della nostra
Coordinatrice calabrese Jole Santelli, abbiamo evitato che
sprechi di risorse finanziarie fossero alimentati dai maxi
stipendi dei manager individuati oltre Calabria e che i relativi
bonus economici venissero assegnati senza una correlazione ai
risultati conseguiti, una 'storturà anomala corretta da noi e
che vedeva come autori proprio i 'predicatorì grillini della
tanto decantata cattiva gestione economica della spesa
sanitaria. Oltre non è stato possibile fare in un’aula dove
l'ipocrisia giallo-verde ha toccato livelli insostenibili e dove
il conflitto d’interessi pentastellato su nomine ed incarichi di
responsabilità, è emerso in tutto il suo clamore. A poco sono
valse le dimissioni da relatrice del provvedimento in aula
dell’on. Nesci, prontamente sostituita da altra grillina. Ecco
sgretolarsi un altro falso mito, tutto onestà e rettitudine,
figlio ipocrita di quei cinquestelle che, in questo caso
calabresi, sempre più spesso non sono altro che il cavallo di
troia di logiche trasversali e già ripudiate ma ancora esistenti
e ben radicate. Solo in extremis, sempre Forza Italia e grazie
all’indomita Jole Santelli, siamo riusciti ad evitare la
paralisi del settore appalti per le forniture delle aziende
sanitarie ed ospedaliere della regione, facendo approvare un
emendamento che consenta di procedere ugualmente ma in attesa
della convenzione con l’Anac. Purtroppo gli emendamenti
necessari a rendere almeno in minima parte utile il Decreto
Calabria, sono stati per la maggior parte affossati con folle
consapevolezza, dichiarando di fatto una incapacità 'solò
calabrese di saper gestire risorse finanziarie ed umane. Un
affido condizionato ad altre regioni che di fatto creerà un
conflitto d’interessi in chi, chiamato a risolvere i problemi
della nostra regione, si troverà a dover arginare la migrazione
sanitaria magari verso proprio quelle proprie regioni da cui
loro stessi provengono. Un mancato utilizzo della stazione unica
appaltante a pieno regime che non trova logica in ambito
territoriale e meno che mai fuori confini, e che, di sicuro, non
ci rassicura sul corretto utilizzo del 'bancomat' sanitario
calabrese di cui Di Maio tanto ha parlato. Con questo Decreto,
di fatto, il bancomat è stato spostato altrove e non credo che
le esigenze di chi farà 'i prelievì, coincidano con quelli che
ne hanno realmente bisogno. I livelli di assistenza minima non
miglioreranno, le organizzazioni aziendali sono compromesse, i
bilanci delle Asp in gran parte non sono veritieri, la
migrazione sanitaria è a livelli altissimi, appalti e forniture
sono difformi e spesso ostacolati da indagini, ritardi ed altri
meccanismi oscuri di guadagno illecito. La gente che vive la
realtà quotidiana non ha più fiducia nel servizio sanitario
pubblico e vede quello privato come una sorta di 'costrizione
veicolatà da interessi generali ed occulti. Il processo di
conversione in legge del Decreto Calabria ora passa al Senato
dove, mi auguro, ci sia lo stesso confronto duro ed intenso che
Forza Italia ha posto in aula alla Camera dei Deputati e,
soprattutto, in Commissione Affari Sociali, dove non abbiamo mai
rinunciato alla discussione ma, anzi, siamo stati inflessibili
sulla ricerca e la possibilità di ottenere qualsiasi, anche
piccola, concessione di emendamenti ritenuti utili alla causa
regionale».
«Senza apparire banale - conclude Cannizzaro - oggi i
calabresi possono solo affidarsi ai nostri tanti e bravi medici
che, in molti casi, sopperiscono alla mancanza di strumenti e
risorse con la passione e dedizione che li contraddistingue da
sempre, e meritevoli di onorare fino in fondo il pronunciato
Giuramento di Ippocrate, a differenza di quello di 'ipocrità,
mai pronunciato ma, disgraziatamente, perfettamente rispettato
da una buona parte dell’attuale politica di Governo». 

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