Decreto Calabria, la Cisl: Specialistica dimenticata

 

CATANZARO -"Non può che suscitare perplessità
nel Decreto Calabria la mancata possibilità di utilizzare gli
specialisti ambulatoriali che con il completamento dell’orario a
tempo pieno possono supplire nell’immediatezza alla carenza di
personale, sia nel territorio che negli ospedali. In definitiva
si tratta di implementare le ore allo specialista ambulatoriale
medico, veterinario, biologo e psicologo già titolare a tempo
indeterminato presso le Aziende Sanitarie, che svolge tutti i
compiti istituzionali e che opera con maturata esperienza,
passando dal tempo parziale alle 38 ore settimanali, come
previsto dall’art. 26 dell’Acn di categoria». Lo sostiene, in
una nota, Nino Accorinti, segretario regionale Cisl Medici.
«Abbiamo già proposto - prosegue Accorinti - al Commissario
Ad Acta per il piano di rientro la possibilità per gli
specialisti ambulatoriali di poter completare l’orario, se a
tempo parziale, al fine di soddisfare le necessità provenienti
dall’utenza territoriale, garantire l’equità di accesso alle
prestazioni, l’erogazione dei Lea e l’abbattimento delle liste
di attesa. Basti pensare, per esempio, come nel caso dell’Asp di
Catanzaro, solo il 15-20% circa degli specialisti presenta un
orario completo, per cui appare necessario intervenire sul
calcolo del fabbisogno delle ore di specialistica. In ogni caso,
l'abbattimento delle liste di attesa era uno degli obiettivi che
l'accordo regionale calabrese della specialistica ambulatoriale
aveva previsto nel 2008. Sulla materia invece alcune Aziende,
che avrebbero dovuto definire i progetti in materia, non sono
riuscite ad individuare sistemi di gestione tali da garantire un
equo e tempestivo accesso dei cittadini ai servizi sanitari».
«I progetti per la implementazione della riduzione delle
liste di attese delle prestazioni ambulatoriali - sottolinea
ancora Accorinti - potevano essere remunerati anche attraverso
il fondo di cui l’art. 41 comma 1 dell’Acn 2015 della
specialistica ambulatoriale. Era l’organismo «centrale
aziendale», in posizione di staff con il Direttore Generale, se
costituito, che doveva gestire i progetti individuando quelli
finalizzati agli obiettivi dell’accordo regionale. In alcune
Aziende Sanitarie, come quella di Catanzaro, ci sono risorse
contrattuali non utilizzate che ammonterebbero ad oltre un
milione e mezzo di euro. Tutto ciò è dipeso dall’inerzia e dalla
inadeguatezza gestionale dell’Amministrazione e/o dell’organismo
costituito? La CISL medici, anche alla luce del 'piano
nazionale liste d’attesà per gli anni 2019/2021, ritiene,
pertanto, che l’offerta specialistica sul territorio, con una
programmazione più efficace di tutte le prestazioni necessarie
alla persona assistita, potrebbe in parte essere migliorata
dall’utilizzo a tempo pieno degli specialisti ambulatoriali e
dall’incremento del grado di efficienza e di appropriatezza
nell’impiego delle risorse disponibili». 

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