Condotta antisindacale? La Cgil vigila sull'Asp di Catanzaro

 

CATANZARO - «La condotta ultima della delegazione trattante di parte pubblica dell’Asp di Catanzaro è al limite di quanto consentito dalle normative vigenti concernenti le corrette relazioni sindacali. Riguardo la trattazione di determinate questioni riteniamo che l’azienda si sia spinta anche oltre. Tali comportamenti che, nel loro insieme, rasentano la repressione sindacale (vedasi l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori) e ne limitano la stessa libertà (sancita dall’articolo 39 della Costituzione), sono al vaglio della segreteria della Fp Cgil Area vasta e dei massimi esperti dell’ufficio vertenze legali del sindacato. Acquisiti tutti gli atti prodotti, valuteranno quindi se determinarci al riguardo a tutela dei lavoratori e al fine di creare i presupposti organizzativi per una sanità di qualità e veramente al servizio del cittadino». E' quanto si legge in un comunicato della Fp Cgil Area Vasta.

Non intende retrocedere nella lotta sindacale per «garantire la massima trasparenza amministrativa e pari diritti a tutti i lavoratori», la Fp Cgil Area vasta, che nel corso dell’ultimo tavolo di trattativa - convocato dall’Asp di Catanzaro, per discutere della contrattazione collettiva integrativa 2018 e 2019 e del regolamento per il conferimento dei nuovi incarichi di coordinamento e di organizzazione - «si è vista costretta ad abbandonare il tavolo, venute meno le condizioni minime di agibilità democratica e di legittimità». 

La Fp Cgil - così come riportato in un apposito documento sindacale - aveva evidenziato e posto, tra le altre cose, all’attenzione dalla parte pubblica delle osservazioni finalizzate: «ad evitare discriminazioni tra il personale; a riconoscere le progressioni di fascia a tutti i dipendenti; a migliorare la formazione; all’individuazione dei dipartimenti, dei servizi e degli uffici destinatari degli incarichi di organizzazione, di professionista esperto e di professionista specialista; alla ridefinizione dei criteri di ripartizione delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa; a rendere più trasparente le informazioni; alla creazione di una bacheca elettronica; all’invio formale di un resoconto sullo straordinario (personale e dipartimenti interessati), che nell’azienda di Catanzaro raggiunge la somma significativa di circa 1milione di euro». 

L’aspetto più «controverso» di tutte le riunioni - hanno sottolineato inoltre i dirigenti della Fp Cgil - è che «l’azienda dopo la costituzione del fondo deliberato e trasmesso alle organizzazioni sindacali, ha stabilito anche la ripartizione delle risorse per la contrattazione integrativa tra le diverse modalità di utilizzo all’interno di ciascuno dei due fondi di cui agli articoli 80 (fondo condizioni di lavoro e incarichi) e 81 (premialità e fasce), nonostante una nostra formale richiesta ad entrare nel merito, poiché materia di confronto e a valenza obbligatoria nella contrattazione integrativa». 

I dirigenti della Fp Cgil Area vasta hanno asserito, quindi, che «è sin qui evidente che non vi sia la volontà da parte dell’attuale vertice amministrativo dell’Asp di Catanzaro di instaurare un sistema di relazioni sindacali improntato sulla trasparenza e sulla legalità e pertanto - hanno chiosato gli esponenti della Cgil - se i provvedimenti illustrati in fase di contrattazione non verranno annullati e, quindi, ridiscussi ci determineremo di conseguenza, con questa direzione aziendale o con quella che verrà».   

 

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