Liste d'attesa, tempi siderali

CATANZARO - «Tempi di attesa siderali per esami e cure, liste interminabili per i farmaci, tagli al personale medico e infermieristico per via del blocco delle assunzioni, che ha visto persi in 7 anni 3.800 professionisti. Questi numeri fanno della sanità in Calabria 'un malato incurabilè? Questa giornata vuole offrire l’occasione per un confronto reale e quanto più possibile operativo, perché i calabresi non siano più considerati cittadini e, soprattutto, malati di serie B». Lo ha affermato, è scritto in una nota, il rettore dell’Università Magna Graecia Giovambattista De Sarro aprendo i lavori del convegno «Accesso alle cure in Regione Calabria - il ruolo dei prontuari regionali tra autonomie e sistema regionale» svoltosi oggi all’Ateneo. «L'esperienza acquisita negli ultimi anni - ha proseguito il rettore - e le valutazioni effettuate dalle associazioni dei pazienti, purtroppo, indicano differenze regionali, sia in termini di gestione delle risorse disponibili che nei tempi di accesso alle cure che, nella regione Calabria, sono ritardate dal fatto che la Commissione PTR, si riunisce soltanto due volte l'anno». «A causa del nuovo Decreto Calabria - ha sostenuto Antonio Belcastro, direttore generale del dipartimento Tutela della salute della regione - stiamo vivendo un periodo 'caldò da ogni punto di vista. Ciononostante, posso dire che benché la percezione dei cittadini sia spesso diversa, e nonostante le difficoltà non manchino, la sanità calabrese esprime anche molte positività ed eccellenze». Per quanto riguarda il Prontuario Regionale, pur definendolo «all’avanguardia», il dirigente ha subito aggiunto che «un gruppo di lavoro sta operando per migliorarlo come tempi di accesso per i nuovi farmaci. Per la dirimente gestione dei tempi di attesa del farmaco, la mia opinione - ha concluso - è che debba passare attraverso un confronto costante e diretto fra clinici, farmacisti e industria». Sull'importanza della rapidità e uniformità di fruizione dei medicinali a livello nazionale si è soffermato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi: «Concordo sul dire che non può essere un Decreto a risolvere problemi che, come quello che si registra in Calabria, è dal mio punto di vista di programmazione e gestione. La digitalizzazione può dare un contributo importante: bisogna essere in grado di gestire la spesa nel suo insieme e allocarla dove serve». Il delegato alla Sanità regionale Franco Pacenza, portando il saluto del presidente Mario Oliverio trattenuto a Roma, ha sottolineato «l'impegno incessante della Regione, per quanto rimasto nelle competenze dei nostri Enti», e assicurato "l'importanza di difendere e avere cura di un sistema sanitario universalistico, pur fra mille difficoltà, senza mai pensare ad un modello in cui ognuno guardi solo al proprio recinto». Il vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Sinibaldo Esposito ha rimarcato «il grande lavoro ancora da fare in Calabria per garantire una buona sanità e cure eguali per tutti i cittadini, come sancito dalla nostra Costituzione».  

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