Ferro (FdI): no alla riconversione dell'ospedale di Chiaravalle

 

CATANZARO - «Quali saranno le conseguenze
del 'decreto Calabrià sull'iter di riconversione dell’ex
ospedale 'San Biagiò di Chiaravalle Centrale in casa della
salute?» A chiederlo con una interrogazione al presidente del
Consiglio Conte e al ministro della Salute Giulia Grillo è il
deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro «che - riporta una
nota - sollecita il governo ad adottare, anche per il tramite
del Commissario Cotticelli, iniziative urgenti per garantire ai
cittadini lo sblocco definitivo dei lavori di un progetto di
vitale importanza per Chiaravalle Centrale e l’intero
comprensorio».
«Wanda Ferro ha recepito il grido dall’allarme del sindaco
Mimmo Donato e del consigliere comunale di Fratelli d’Italia
Pina Rizzo - riporta la nota - che temono un ulteriore
rallentamento, se non uno 'stop' definitivo alla realizzazione
della casa della salute, a causa dall’esclusione di fatto della
Stazione unica appaltante regionale decisa con il decreto
'Calabrià, che prevede che gli enti del servizio sanitario
della regione Calabria si debbano avvalere di centrali di
committenza di altre regioni per l’affidamento di appalti di
lavori, servizi e forniture».
«La scelta operata dal Governo - afferma Ferro - e l’aggravio
della procedura burocratica, come denunciato dallo stesso
sindaco di Chiaravalle Centrale, potrebbero mettere a rischio la
realizzazione di un presidio sanitario importante in un
territorio che è privo dei livelli minimi di assistenza
sanitaria».
«Nella sua interrogazione - è detto ancora nella nota - il
deputato di Fratelli d’Italia ricorda come l’annosa vicenda
dell’ex ospedale 'San Biagiò di Chiaravalle sembrava essersi
risolta, dopo tante lotte, con lo sblocco dell’iter di
riconversione in casa della salute: un vecchio presidio
destinato a trasformarsi in un polo d’eccellenza per
l'assistenza e la cura a livello territoriale. Il primo intoppo
c'è stato, qualche anno fa, con la scoperta della
vulnerabilità sismica dell’edificio, a cui era seguita la
decisione, presa di concerto da Comune, Asp e Regione, di
procedere alla realizzazione di una struttura ex novo, a pochi
metri da quella tuttora in servizio e deputata alla demolizione.
Esaurita una serie di lungaggini e pastoie di varia natura,
importanti investimenti, circa 8 milioni di euro, sono stati
previsti per la realizzazione della nuova casa della salute di
Chiaravalle, in relazione alla quale è stato recentemente
approvato e validato il programma esecutivo dei lavori
necessario all’indizione dell’apposito bando di gara, previsto
da cronoprogramma per il mese di luglio 2019».
«La casa della salute - sostiene ancora Ferro - rappresenta
un presidio strategico dell’assistenza territoriale dell’Asp di
Catanzaro, indispensabile per garantire i livelli essenziali di
assistenza sanitaria e socio-sanitaria alle popolazioni. Il
possibile blocco del progetto dimostra ancora una volta come il
'decreto Calabrià, invece di aiutare la Calabria e la sanità
calabrese, già̀ fortemente svilita da anni di commissariamento,
affosserà̀ la regione e i suoi cittadini, che, oggi più̀che mai,
avranno bisogno, purtroppo, di emigrare per potersi
curare». 

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