Documento sui bisogni dei cittadini al vaglio del ministro

 

CATANZARO - «Ho consegnato ed illustrato
personalmente al Ministro della Salute Roberto Speranza insieme
a Roberto Bagnasco (capogruppo Commissione Affari sociali della
Camera dei Deputati) ed in presenza del Vice ministro Pierpaolo
Sileri, un importante documento che ho preparato da capogruppo
in Commissione Salute del Senato e che ho condiviso con il
presidente Anna Maria Bernini ed i colleghi in commissione
salute senatori di Forza Italia (Paola Binetti, Laura Stabile e
la senatrice Maria Rizzotti)». Lo afferma, in una nota, il
senatore di Forza Italia, Marco Siclari in riferimento al
documento «Salvare il Servizio sanitario nazionale dal crollo
previsto nel 2024».
«È stato un lungo e cordiale confronto politico - aggiunge
Siclari - che mira a portare avanti un lavoro costruttivo e
sereno nel rispetto dei nostri cittadini più bisognosi. Per
questa ragione abbiamo affrontato i temi sociali, assistenziali
e sanitari contenuti nel documento che riporta anche le nostre
proposte. Proponiamo un vincolo minimo di spesa dello Stato in
assistenza sanitaria, sotto il quale non si deve e non si può
andare. Oggi vi è un tetto del 6,2% sul PIL, che secondo noi
deve diventare la soglia minima di spesa e non la massima.
Incrementare il numero di #medici (oggi ne mancano 20.000 e nel
2024 ne mancheranno 54.000), infermieri, operatori sanitari e
amministrativi sbloccando il turnover, aumentando da subito il
numero degli ingressi nelle scuole di specializzazione, e
prevedendo un sistema adeguato per selezionare in modo più
coerente gli studenti che accedono alle facoltà di medicina e
chirurgia aumentando comunque il numero degli iscritti al corso.
Aumentare lo stipendio dei medici e degli infermieri. Rivedere
il regolamento che disciplina il commissariamento della sanità
nelle regioni, intervenendo con l’eliminazione del blocco del
turn over fino a coprire le carenze organiche delle strutture
ospedaliere». Nel documento, prosegue Siclari,
si chiede anche di «rivedere il regolamento che disciplina il
commissariamento della sanità nelle Regioni, intervenendo
eliminando il blocco del turn over fino a coprire le carenze
organiche delle strutture ospedaliere. Prevedere, per le regioni
commissariate, un fondo da utilizzare per la straordinaria
manutenzione degli strumenti (TC, RM, ascensori, ambulanze
ecc.), l’acquisto di nuova strumentazione, di nuova tecnologia e
di nuovi farmaci e per l’assunzione di personale medico
sanitario nelle strutture ospedaliere dove vi è necessità e
carenza di organico. Rivedere il Decreto Calabria che, dopo mesi
di attuazione, dimostra di essere inefficace e di mettere a
rischio l’intero sistema sanitario territoriale (320 milioni
spesi per curare i calabresi fuori regione, il 21% di
migrazione)».
«Ho sollecitato il Ministro - prosegue il senatore di Forza
Italia - di intervenire per poterlo migliorare, considerando che
lo stesso Speranza aveva espresso voto contrario quando fu
discusso dal Parlamento. Prevedere l’esenzione dal ticket
sanitario per i minori fino al quattordicesimo anno di età e per
tutte le famiglie e i pensionati che hanno reddito basso.
Introdurre, quali prestazione a carico del Ssn, delle protesi
dentarie per i pensionati con bassi livelli reddituali, nonché
degli ausili e delle protesi per i soggetti disabili che
vogliamo svolgere attività fisica e sportiva. Prevedere nel
nuovo Patto per la Salute l’obbligo a carico delle Regioni di
programmare idonee procedure che garantiscano la continuità
assistenziale del malato in relazione alla patologia. Al regime
di ricovero ordinario deve essere associata l’assistenza
domiciliare, il supporto ed il sostegno assistenziale
psicofisico per i malati terminali e per tutti coloro che
soffrono di patologie più gravi ed invalidanti specialmente
quelle motorie, neurologiche, cardiovascolari e oncologiche
necessarie a migliorare le condizioni generali di cura e che
diano dignità al paziente e per chi va incontro al fine vita».
«I più bisognosi di assistenza - conclude Siclari - non
possono essere lasciati nelle loro abitazioni a carico dei loro
familiari perché mancano le strutture come l’Hospice, come le
strutture di riabilitazione ecc ecc, lo Stato deve garantire
dignità ai loro cittadini fino alla fine».  

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