Il caso Cariati al vaglio di due ministri

 

CARIATI - Roberto Occhiuto, vice
presidente vicario di Forza Italia alla Camera, d’intesa con il
locale circolo di Fi di Cariati, ha depositato un’interpellanza
al ministero della Salute, oltre che a quello dell’Economia e
delle Finanze, in relazione alle problematiche legate alla
sanità dello Ionio Cosentino, con particolare attenzione al caso
dell’ospedale «Vittorio Cosentino» di Cariati.
Secondo Occhiuto, è scritto in una nota, «il Piano di Rientro
per la sanità calabrese, varato nel 2009, ha penalizzato la
sibaritide ed in particolare il territorio del basso ionio
cosentino ed anche quello dell’alto crotonese, bacino d’utenza
dall’ex Ospedale Vittorio Cosentino. Si sono, infatti,
illogicamente chiusi gli ospedali territoriali, come quello di
Cariati e Trebisacce, senza aver prima effettivamente aperto e
reso funzionante l’ospedale unico della Sibaritide; tutto ciò ha
creato, di fatto, solo carenze e disservizi, un’intollerabile
intasamento degli ospedali di Rossano, Corigliano (oggi città
unica) e di Crotone. L’emigrazione sanitaria che parte dalla
Calabria e genera la cosiddetta 'mobilità passivà, peraltro,
costituisce una fonte di finanziamento per la sanità delle altre
regioni italiane. La situazione attuale, inoltre, è aggravata
dal fatto che anche i servizi distrettuali e ambulatoriali sono
stati, nel tempo, fortemente limitati per carenza di personale,
risorse strumentali ed attrezzature. Tale contesto, ha
praticamente azzerato i Lea (Livelli essenziali di assistenza),
nel basso ionio cosentino. Come se non bastasse, nell’anno
d’imposta 2019, in Calabria, a causa del mancato raggiungimento
degli obiettivi previsti nel piano di rientro del deficit
sanitario, si sono realizzate le condizioni per l’automatica
applicazione delle maggiorazioni Irap e Irpef. Ad oggi i dati
dimostrano che la chiusura degli ospedali territoriali, come
quello di Cariati, è stato un grave e dannoso errore. Infatti,
non sono migliorati i conti economici e si è registrato un
aumento della 'mobilità passivà. Con i decreti 30 e 64 del 2016
il Commissario ad acta ha previsto l’istituzione di 'Ospedali di
Zona Disagiatà. Tra queste zone rientra pienamente la
situazione del territorio dell’ex ospedale di Cariati.
Proprio in virtù del fatto che tutte le strutture previste dal
Piano di Rientro (Polo Ospedaliero della Sibaritide, Casa della
Salute di Cariati, etc.), non sono state mai realizzate, è
assolutamente necessario il reinserimento dell’ex presidio
ospedaliero di Cariati nella rete ospedaliera pubblica
regionale, in quanto struttura fondamentale per garantire il
diritto alla salute dei residenti. Si rende necessario, altresì,
provvedere all’apertura della Casa della Salute di Cariati».
L’attenzione di Occhiuto è rivolta «non solo all’inevitabile
impatto negativo che una situazione del genere produce
sull'economia e sulla vivibilità del territorio, ma anche e
soprattutto alle enormi ed ulteriori spese di 'mobilità passivà
che gravano, comunque, sul bilancio regionale e sulle tasche di
quei cittadini costretti a viaggiare fuori regione per potersi
curare».
Nell’interrogazione, Occhiuto chiede quindi di sapere «quali
iniziative urgenti si intendano intraprendere per porre un
limite ai gravi disservizi che via via vengono evidenziati
quotidianamente anche sugli organi di stampa, valutando la
specifica realtà del territorio della sibaritide ed in
particolare di Cariati e del basso ionio cosentino» e se non si
"ritenga indispensabile il reinserimento della struttura di
Cariati nella rete degli ospedali, allocando in essa gli
essenziali servizi di emergenza-urgenza e le specialistiche
adeguate alla realtà epidemiologica del territorio».
Il parlamentare chiede anche di sapere «le iniziative
programmate per definire l’assetto dirigenziale e governativo
dell’Asp di Cosenza, la cui inattività aggrava la già difficile
situazione descritta», «se non si intenda evitare l’incremento
automatico della tassazione (Irap e addizionale regionale
all’Irpef) in Calabria, assolutamente ingiustificata in
relazione alla grave deficienza dei servizi sanitari offerti» e
"quali iniziative concrete verranno messe in campo,
nell’immediato, per la risoluzione del problema del personale
sanitario in Calabria».  

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