Ospedale Pugliese, Tallini contesta l’analisi di Cotticelli

REGGIO CALABRIA - «Lasciano senza parole le dichiarazioni del generale Cotticelli sulla situazione dell’ospedale 'Pugliese-Ciacciò. Mentre la dirigenza aziendale lancia un drammatico grido di allarme, ipotizzando che dal 1 dicembre a causa della carenza di infermieri e operatori socio sanitari possa alzarsi il livello di mortalità del pronto soccorso e possano bloccarsi le autombulanze, il commissario voluto dai Cinquestelle se ne esce tranquillamente dicendo che l'ospedale di Catanzaro ha fin troppi dipendenti. Incredibile». E' quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Domenico Tallini. «Dunque, se abbiamo capito bene - prosegue Tallini - il generale Cotticelli non solo non riesce a contrastare le defezioni nell’organico del 'Pugliesè, ma potrebbe addirittura fare ulteriori tagli sulla base di calcoli ragionieristici. Massimo rispetto per le carriera militare del generale Cotticelli, davanti alla quale ci leviamo il cappello, ma tutto ciò dimostra l’assoluta incompetenza e ignoranza dei problemi della sanità e del territorio. Paragonare il 'Pugliese-Ciacciò, che svolge una funzione realmente regionale assistendo ogni giorno pazienti che arrivano da Lamezia Terme, Crotone, Vibo Valentia e in alcuni casi anche da Reggio e Cosenza, alle altre strutture ospedaliere calabresi vuol dire non conoscere nulla del sistema sanità. Le sue parole sono inaccettabili perché suonano come un’offesa alle centinaia di operatori sanitari che ogni giorno al 'Pugliesè e al 'Ciacciò combattono una dura guerra, in condizioni proibitive, per assicurare il massimo dell’assistenza ai cittadini, con grande professionalità». «I medici, gli infermieri e gli Oss dell’ospedale hub di Catanzaro - sostiene ancora il consigliere regionale - non sono dei fannulloni in sovrannumero che si incrociano le dita in attesa che passi qualcuno da visitare. Il movimento Cinquestelle, se davvero voleva valorizzare l’ottimo curriculum militare del generale Cotticelli, doveva nominarlo ministro della Difesa. Affidargli la sanità, un settore per lui assolutamente sconosciuto, si sta rivelando un pessimo affare che purtroppo mette in ginocchio il diritto dei calabresi alla salute. Al generale Cotticelli, persona molto degna, diciamo solo che governare un grande ospedale pubblico è qualcosa di molto diverso dall’organizzazione militare. Se ne renda conto prima che sia troppo tardi per evitare che il più grande ospedale pubblico della Calabria, destinato prima o poi a diventare un’azienda universitaria per la presenza della facoltà di medicina, chiuda i battenti, costringendo migliaia di cittadini catanzaresi e calabresi a rivolgersi alle strutture private o ad emigrare».  

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