Blitz antiassenteismo a Taurianova, 13 misure cautelari e 38 indagati

 

TAURIANOVA - I finanzieri della Compagnia di Palmi, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal gip del Tribunale, nei confronti di 13 dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria in servizio presso il “polo sanitario” di Taurianova. Il provvedimento costituisce l’epilogo di una complessa indagine, eseguita dalle Fiamme Gialle dirette dal procuratore Ottavio Sferlazza, che avrebbe consentito di individuare plurime e reiterate condotte fraudolente dei dipendenti, i quali, pur facendo risultare la regolare presenza in servizio, erano soliti assentarsi dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata e con carattere di allarmante sistematicità, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale.
Nel corso delle indagini, eseguite mediante l’ausilio di attività tecnica di intercettazione, riprese video, mirati servizi di osservazione, pedinamento e controllo e riscontri documentali, è stato rilevato che gli indagati, approfittando, tra l’altro, della mancanza di controllo da parte dei rispettivi dirigenti, dopo aver timbrato il badge o firmato il foglio di presenza, pur essendo preposti a rendere servizi essenziali per la collettività, anziché dedicarsi alle mansioni demandate, si allontanavano dal luogo di lavoro in maniera sistematica e consuetudinaria, per dedicarsi ad attività private e ludiche di ogni genere, ovvero giocare alle slot-machine, girovagare per le vie cittadine e sostare all’interno dei diversi esercizi commerciali per leggere i quotidiani, recarsi al supermercato per fare la spesa. In taluni casi gli indagati si assentavano per prendere parte ad eventi religiosi e funerari. Oltre all’assenza ingiustificata e reiterata nel tempo dal posto di lavoro, è stata rilevata anche l’inoperosità quotidiana di buona parte dei dipendenti che, in svariate occasioni, dopo aver timbrato, stazionavano per ore nell’atrio esterno del citato plesso dell’Asp.
L’attività d’indagine ha permesso inoltre di riscontrare che gli indagati, non solo non effettuavano le ore di servizio previste, ma addirittura attestavano falsamente l’effettuazione di straordinario, fino ad oltre 30 ore mensili. E’ il caso ad esempio di un indagato che, in orario pomeridiano, era solito giungere in tuta ginnica presso la struttura Asp, dove consegnava il proprio badge ad un collega compiacente che timbrava in sua vece, per poi dedicarsi ad attività sportiva.
Un ulteriore caso emerso nel corso delle indagini ha riguardato un indagato che durante la stagione estiva riusciva a farsi certificare, con la compiacenza del medico di base, una condizione di malattia, assentandosi in tal modo dal lavoro ufficialmente per motivi di salute, quando, in realtà, si trovava presso un lido balneare di una nota località ionica del Basso Reggino a godersi una giornata di relax.
Nel corso dell’operazione sono state notificate 38 informazioni di garanzia, che hanno riguardato i destinatari del provvedimento, nonché ulteriori 25 indagati.  

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