San Giovanni in Fiore, ospedale verso la paralisi

SAN GIOVANNI IN FIORE- «È iniziata nel peggiore dei modi l’avventura della dottoressa Daniela Saitta alla guida dell’Asp di Cosenza». Lo sostiene, in una nota, il sindaco di San Giovanni in Fiore, Pino Belcastro. «La nuova manager - prosegue - chiamata alla guida della più grande azienda sanitaria della Calabria, si è insediata dal 16 gennaio e stiamo ancora aspettando di capire cosa vuole fare della sanità nella provincia cosentina. Siamo stufi di sentirci ripetere che ci sono seri problemi; che l’Asp rischia il dissesto e via dicendo! Vogliamo ricordare alla commissaria che gli ospedali stanno chiudendo. La medicina del territorio è ormai senza specialisti. Nei Cup ci sono file chilometriche per ottenere un semplice timbro su una ricetta. È vergognoso vedere i nostri pensionati in fila per ore per un servizio che, invece, deve essere snellito. Le nostre popolazioni non sono più disponibili ad essere maltrattate. Naturalmente la dottoressa Daniela Saitta non ha responsabilità per la gravissima situazione in cui ha trovato l’Asp ma ha tutti i poteri per rimetterla in carreggiata. Continuare a tergiversare e non dare risposte ai tantissimi problemi che affliggono la nostra sanità credo non sia per la manager un buon biglietto da visita. Abbiamo chiesto da 9 giorni un incontro urgente alla commissaria, richiesta reiterata giorno 6 febbraio e ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro. Nemmeno una telefonata della sua segreteria. È un fatto molto grave che non si diano risposte ad un sindaco che ha anche la responsabilità della salute dei cittadini sul proprio territorio. La situazione in cui vive il nostro ospedale sta diventando insostenibile. La mancanza di medici e personale paramedico sta portando alla paralisi più completa. Stessa cosa dicasi per la medicina del territorio. Mancano gli specialisti e la nostra gente, per una semplice visita deve attendere tempi biblici. Non siamo più disponibili ad aspettare. Non assisteremo passivamente al depauperamento del nostro nosocomio e non siamo più disponibili ad assistere alla lenta agonia della medicina del territorio. Se per gli inizi della prossima settimana non dovessimo essere convocati, saremo noi, insieme ai nostri concittadini, ad auto convocarci davanti la sede dell’Asp di via Alimena». «Noi - conclude Belcastro - stiamo cercando democraticamente il dialogo ed il confronto. Se però tutto ciò ci viene negato non abbiamo alternativa alla lotta per ottenere i Livelli essenziali di assistenza che oggi sono negati alla nostra popolazione».  

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