Prorogato il dl Calabria, Spirlì annuncia battaglia ricordando la Santelli.

CATANZARO - Il Consiglio dei ministri ha prorogato il decreto Calabria sulla sanità, varato nell’aprile dello scorso anno dal Governo e poi ratificato in Parlamento per provare a fare uscire la regione dall’emergenza e rimettere a posto i conti. Obiettivo non riuscito neanche ai commissari governativi che si sono succeduti al vertice della sanità calabrese negli ultimi 10 anni. Un provvedimento che, nelle intenzioni, si prefigge di ripristinare i livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria e rimediare ai disavanzi accumulati con una serie di interventi per rafforzare i controlli sui direttori generali, introducendo verifiche straordinarie sulla loro attività, che spettano al commissario ad acta. Un atto visto come il fumo negli occhi in Calabria. A cominciare dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, perché proroga ulteriormente il commissariamento del settore, togliendone la titolarità alla Regione, contro cui sono schierate tutte le forze politiche in maniera trasversale.

E Spirlì, che già aveva incotato l'intervento del Presidente Mattarella, ha annunciato battaglia. «Ci batteremo contro il Decreto Calabria, nessuno potrà fermare la lotta per la difesa del diritto di poterci curare nella nostra terra», ha detto prima ancora di avere certezza della decisione del Cdm rendendo nota una lettera scritta lo scorso 13 settembre dalla presidente Jole Santelli, recentemente scomparsa, al premier Giuseppe Conte, in cui ribadiva la sua contrarietà al regime speciale per la sanità regionale e sottolineava gli effetti negativi di un commissariamento che «nega il diritto alla salute dei calabresi». «Non è stata ascoltata, noi non siamo stati ascoltati», ha affermato Spirlì. «Combatteremo fino all’ultimo minuto, perché non vadano perduti il sogno, il progetto, le sante parole di chi per questa terra è morta lottando».

Il presidente del Consiglio regionale, il forzista Domenico Tallini, si è spinto oltre invitando la Regione ad abbandonare da subito la Conferenza Stato-Regioni. Tallini lega il prolungamento del commissariamento della sanità alla proclamazione della zona rossa che produrrà, ha sostenuto,

"catastrofici effetti sulla già debole economia» da parte di un organismo sostanzialmente sordo alle istanze calabresi.

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