Aree interne, l’arcivescovo Maniago chiede più attenzione all’ospedale di Serra San Bruno
- 9 lug
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CATANZARO – L'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Claudio Maniago, ha inviato una lettera al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per richiamare l'attenzione sulle criticità del presidio ospedaliero di Serra San Bruno e, più in generale, sul diritto alla salute dei cittadini che vivono nelle aree interne della Calabria. L'iniziativa ha preso forma dopo gli incontri con amministratori locali, operatori sanitari, associazioni e numerosi cittadini. Un confronto dal quale sono emerse le preoccupazioni, condivise anche dal Comitato San Bruno, per il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari destinati al comprensorio delle Serre. Pur chiarendo di non voler intervenire sugli aspetti tecnici e organizzativi della programmazione sanitaria, che competono alle istituzioni, monsignor Maniago ha spiegato di aver ritenuto necessario farsi portavoce del disagio espresso dalle comunità. «Quando una comunità manifesta con tanta partecipazione la preoccupazione per la tutela di un diritto fondamentale quale quello della salute – scrive – sento il dovere pastorale di farmi interprete di questo sentimento». Nella lettera l'arcivescovo richiama l'attenzione sulle condizioni particolari dei territori montani, dove le distanze, le difficoltà nei collegamenti e la progressiva riduzione dei servizi pubblici finiscono per incidere pesantemente sulla qualità della vita, soprattutto per gli anziani e per le persone più fragili. In questo contesto, sottolinea, la presenza di un ospedale efficiente costituisce «un elemento essenziale di sicurezza, di serenità e di tutela della dignità della persona». Il presule riconosce la complessità del processo di riorganizzazione della sanità calabrese. Allo stesso tempo, però, invita le istituzioni a non perdere di vista le esigenze concrete delle comunità locali e a mantenere aperto un confronto costante con i territori. «Come vescovo e pastore di molte comunità piccole e fragili del nostro territorio – afferma – non posso e non voglio rassegnarmi alla prospettiva tratteggiata dal Piano strategico nazionale delle aree interne. Auspico, al contrario, che le forze politiche e i soggetti istituzionali incoraggino e sostengano le buone prassi e le risorse presenti sul territorio». In conclusione, l'arcivescovo rinnova l'auspicio che venga riservata «particolare attenzione alla situazione del presidio ospedaliero di Serra San Bruno e, più in generale, alle esigenze delle popolazioni delle Serre e delle aree montane», ricordando che «la qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura di chi è maggiormente esposto alla sofferenza e all'isolamento». Un invito, quindi, alle istituzioni e all’intera società calabrese a considerare la salute come un bene comune da custodire, senza lasciare indietro nessun territorio, a partire dai più “fragili”.







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