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Azeinda zero, risposta all’esigenza di una sanità moderna



CATANZARO – «Gli Enti intermedi e i nuovi modelli di Governo dei sistemi sanitari regionali», è questo il tema del secondo modulo della XII edizione il Corso di management medico avanzato e di politiche sanitarie organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catanzaro, che si è tenuto nei giorni scorsi - nella sala “Catuogno” nella sede dell’Ordine in via Settembrini a Catanzaro. Protagonista dell’interessante e importante lezione il professor Giuseppe Profiti, commissario straordinario di Azienda Zero.

Un appuntamento formativo, quello del corso di management medico avanzato, voluto dal presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, il dottor Vincenzo Ciconte, e da tutto il consiglio direttivo, che ha aperto i lavori del secondo modulo, che risulta essere stato il primo del genere in Italia per continuità e sistematicità. «Ringrazio il professor Profiti che ci porta le proprie conoscenze e le sue esperienze per una riflessione su come intervenire in maniera concreta per cambiare la sanità nella consapevolezza del fatto che si tratta di un percorso complicato – ha detto il presidente Ciconte – e che un solo uomo non ce la farà: ci vuole l’aiuto e la collaborazione da parte di tutti. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo alle istituzioni, come sempre».

«Qualunque professionista, soprattutto della sanità, oggi ha necessità di disporre delle cognizioni fondamentali su come gestire un'organizzazione complessa o come funziona una organizzazione complessa, sia egli chiamato a gestirla o dirigerla sia a farne parte – ha affermato Profiti -. È un complemento necessario per qualunque professione, a maggior ragione per quella sanitaria e per quella medica, nella quale sempre più spesso la decisione riconducibile a una specifica professionalità non è disgiunta da una decisione più complessiva che riguarda il sistema, tanto in termini di risorse finanziarie tanto in termini soprattutto della risorsa più importante che è l'impiego del capitale umano. Quindi ben vengano iniziative di questo genere: il mio plauso particolare, anche per la qualità del livello dei relatori, va a tutti gli organizzatori».

Nel corso della sua relazione, il commissario straordinario di “Azienda Zero” parlando dei nuovi enti sanitari ha presentato quello che il modello di raccordo tra le aziende sanitarie che erogano i servizi e il “decisore programmatico e politico” per come sarà realizzato in Calabria, “enti complessi, che non rispondono a una sola logica ma a modelli di tipo diverso: la Calabria ne ha scelto uno”.

Profiti ha approfondito le ragioni della nascita di questi enti intermedi spiegando perchè la Calabria ha scelto di dotarsi di un modello ben preciso, particolarmente innovativo. Inoltre, ha illustrato quali sono gli strumenti - anche questi nuovi per il sistema calabrese - attraverso cui questo ente sarà chiamato a coordinare e governare nel senso pieno del termine l'intero sistema sanitario.

«Azienda Zero è la prima risposta – ha detto ancora - come modello di governance, a quello che è una sanità moderna che punta a innalzare e quindi a livellare, in modo da uniformarsi in tutto il territorio nella risposta al fabbisogno: è la base per fare crescere la sanità. Come spesso ho rilevato, le risorse economiche sono l'ultimo dei problemi del sistema sanitario calabrese. Il vero tema è il capitale professionale da acquistare con il capitale economico di cui si dispone. Oggi la situazione si è completamente ribaltata e ogni regione cerca di sopperire a quella che è una carenza che senza questi strumenti sarebbe drammatica e obbligherebbe a una riduzione strutturale mai vista. Abbiamo bisogno di correggere gli errori del passato, abbiamo bisogno di più medici ma anche di specializzarli maggiormente in relazione al bisogno – conclude Profiti -. Per dare un dato significativo: su 100 specializzandi che entrano in specialità 75 si concentrano solo su 7 specialità sanitarie. Abbiamo carenze nella scelta di posti di specializzazione nell'ordine del 75% in radioterapia, del 54% in medicina di urgenza. Quindi è un problema di produzione del capitale umano ma anche di raffinazione di specializzazione di questo capitale umano e quindi bisogna invertire le vecchie procedure del passato». «Sulla base delle ampie discussioni che si sono svolte al termine delle lezioni del Commissario di Azienda zero sembra essere emersa una corrispondenza tra quanto illustrato e le convinzioni prevalenti tra i medici – ha commentato il direttore del corso, il dottor Lino Puzzonia -. Il punto principale è rappresentato dalla necessità dello sviluppo della medicina territoriale che renda possibile una forte qualificazione degli ospedali. Ci auguriamo che la politica colga l'occasione», ha concluso Puzzonia.


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