Calabria fra le regioni con minor disponibilità di posti letto



ROMA - I medici di famiglia sono passati dai 44.937 del 2014 ai 42.987 del 2018, ovvero 1.950 in 4 anni e, soprattutto nelle regioni del Nord, sono oberati di lavoro, così come i pediatri di libera scelta. I posti letto nelle strutture sanitarie sono passati da 198.529 del 2014 ai circa 190.000 del 2018, ben 8.500 in meno e pari a 3,5 posti ogni 1.000 abitanti, con «una distribuzione disomogenea a livello territoriale": Calabria (2,9 posti letto), Campania (3,1) e Puglia (3,1) sono fra le Regioni con la minor disponibilità. Sono alcuni dei dati, relativi al 2018, evidenziati nell’Annuario statistico del Servizio sanitario nazionale realizzato dal Ministero della Salute e che lasciano intravedere il quadro organizzativo con cui si è affrontata la pandemia Covid.

Sono 995 le strutture per l’assistenza ospedaliera censite nel 2018, a cui si aggiungono 8.801 per la specialistica ambulatoriale, 7.512 per la residenziale, 3.145 per la semiresidenziale, 1.145 per la riabilitazione. Dal 2015 al 2018 è diminuito il numero delle strutture di ricovero pubbliche (1,3%) e aumentato quello delle private accreditate (0,6%). Nel 2018 il personale dipendente della sanità pubblica è di 604.104 unità, in particolare, i medici sono 101.876 e gli infermieri 253.819, pari a 2,5 infermieri per ogni medico. In media a livello nazionale ogni medico di famiglia assiste 1.232 adulti, ma nelle regioni del Sud il valore è sotto la soglia (il Molise ha il valore minimo di 1.021 residenti per medico), mentre il carico di lavoro è alto in quelle del Nord (PA Bolzano 1.636,

Lombardia 1.413, Veneto 1.232). Ogni pediatra a livello nazionale assiste in media 985 bambini ma si va da 864 in Puglia a 1.236 nella Provincia autonoma di Bolzano, ben oltre il 'carico massimò di 800 e «tutte le Regioni sono caratterizzate da una carenza più o meno accentuata di pediatri in convenzione». Anche la disponibilità di apparecchiature tecnico-biomediche, infine, è «fortemente variabile a livello regionale. Ci sono 98 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti, con valori oltre 160 in Valle d’Aosta».

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