Crisi al Gom di Reggio, disastro annunciato secondo la Cisl




REGGIO CALABRIA – “Da settimane, Reggio Calabria è la provincia con

i dati più alti della Calabria. E come aveva già denunciato la Fp Cisl, c’erano alcuni punti fondamentali di criticità che lasciavano presagire questa emergenza. Reggio Calabria deteneva quasi la metà dei ricoveri rispetto all’intera regione, sia nel caso di acuti che in Terapia Intensiva, e questo poteva essere riconducibile alla poco efficienza della componente sanitaria territoriale che non funge da filtro. Avevamo lanciato l’allarme sulla gestione comune delle risorse regionali in termini di posti letto dedicati al Covid-19, ponendo la questione sul fatto se esistesse un piano per far fronte comune ad eventuali fenomeni di insorgenza in determinati territori rispetto ad altri?”. Lo affermano, in una nota, Rosy Perrone, segretaria generale della Cisl di Reggio, Vincenzo Sera, segretario della Cisl Fp di Reggio, Giovanni Calogero, segretario della Cisl Medici di Reggio. “La soluzione proposta – ricordano - fu quella di una possibile e certamente più opportuna differenziazione della distribuzione delle risorse per il contenimento strategico della pandemia da Covid, con la supervisione del soggetto attuatore, a garanzia di un’adeguata ripartizione delle risorse nella condivisione dell’offerta ospedaliera regionale in questa fase emergenziale. Ma il dato più drammatico della vicenda ed è quello che non ha scalfito l’indifferenza del Commissario straordinario, per attuare un piano straordinario di assunzioni. I mesi passati a invocare l’innesto di nuove professionalità al Gom, a nulla sono serviti contro la chiusura al dialogo da parte della cittadella regionale. Nessuna assunzione è stata autorizzata e i posti letto dell’area covid, come prevedibile, sono stati dimezzati. Tutto come preventivamente annunciato da noi: alleggerimento delle restrizioni, aumento dei contagi e di nuovo posti letto quasi al col-lasso. Addirittura – è detto nella nota - i primi giorni di settembre i 60 posti letto disponibili sono già esauriti. Con 20 pazienti covid attendono in barella, ed altri costretti a migrare verso Catanzaro. La riconversione di 20 posti a Gioia Tauro è una buona notizia ma non è la soluzione ad un disagio che poteva e doveva essere evitato e l’obiettivo è di riaprire tutti i centri covid utilizzando per la riapertura criteri oggettivi. Gli ospedali di Melito e di Locri, come mai non vengono attivati? La rilevazione ministeriale del crollo dei Lea e quindi della difficoltà che gli utenti non-covid incontrano quotidianamente, evidenzia ancora di più – è detto ancora - la carenza del personale adeguato e la spregiudicata ed irresponsabile sordità del livello commissariale regionale. Senza risorse non si fa fronte al dilagare dell’infezione covid; quelle presenti sono costretti a far fronte ma anche abbandonando altri fondamentali bisogni di salute. La carenza di personale è un fatto ormai struttura-to, pertanto ritardi ed inadeguatezze di chi ha il dovere di agire non sono più tollerabili. I disastri del commissariamento stanno venendo fuori prepotentemente in tempo di pandemia quindi occorre la mano decisa e soprattutto coraggiosa del Governo, per deliberare l’obbligatorietà vaccinale. Bisogna uscire al più presto da questo incubo”.



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