Indagine della Regione sulla morte della bimba di Mesoraca



CATANZARO - «Siamo ovviamente sconvolti dalla vicenda della piccola Ginevra, la bimba calabrese di appena due anni deceduta a Roma a causa di gravi complicazioni causate dal Covid. Tutta la comunità regionale si strige alla famiglia, in questo difficilissimo momento.Ma in queste ore stiamo leggendo tante inesattezze, e corre l’obbligo di evitare una pericolosa disinformazione.Non è vero che la Regione Calabria non ha posti di terapia intensiva pediatrica. Presso l’ospedale di Cosenza ci sono 6 posti letto attualmente attivi: 4 per bambini con peso oltre i dieci chili, e 2 per bambini con un peso inferiore. E nel corso del 2021, in Calabria, sono stati curati con ottimi risultati 38 bambini in terapia intensiva pediatrica. Già da alcune settimane poi, in collaborazione con il Policlinico universitario di Catanzaro, la Regione sta lavorando per ampliare ulteriormente il numero dei posti letto in terapia intensiva, quelli in terapia intensiva pediatrica, e

per abilitare per questi ultimi anche la ventilazione in Ecmo. Quanto al dramma di questi giorni,

purtroppo le condizioni della piccola Ginevra, da quanto appreso, sembravano davvero disperate, e

per questa ragione è stato reso necessario il trasporto d’urgenza presso l'ospedale Bambino Gesù di

Roma. Su questo e sui passaggi precedenti al trasferimento fuori dalla Regione, ho avviato

immediatamente, tramite il Dipartimento Salute della Cittadella, un’indagine per accertare i fatti ed

eventuali responsabilità da parte del sistema sanitario regionale».

Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.



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