La Bruni dice stop ai disegni di legge sulla sanità senza strategia



REGGIO CALABRIA - «No, proprio non ci siamo. Si continua a presentare disegni di legge in materia sanitaria senza alcuna strategia e senza dare priorità. La sanità calabrese vive la stagione più tragica dalla nascita dell’Ente Regione. Proprio per questo c'è bisogno di un progetto chiaro e organico. Con la nomina del presidente a commissario si supera uno sfregio istituzionale ma ora bisogna definire una relazione produttiva tra le attività commissariali e quelle del Consiglio regionale». A sostenerlo, in una nota, è Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio regionale e vicepresidente della Commissione Salute.

«Continuare a presentare disegni di legge che rispondono a bisogni, sia pur legittimi, ma molto complementari – prosegue Bruni - non serve ad affrontare i bisogni veri. Come dire si guarda al dito e non alla luna. Si presenta una nuova proposta di legge in materia sanitaria che mira ad intervenire sulla questione del supporto alle donne con problemi oncologici e il bisogno di avere una parrucca. Ma le donne vogliono la garanzia di avere servizi di qualità che garantiscano loro il miglior livello di cure per il superamento del periodo in cui affrontano la malattia oncologica. Anzi le donne vorrebbero non arrivare ad avere necessità della parrucca. Vorrebbero avere diagnosi precocissime in grado di salvare vite. Nelle nostre strutture sanitarie calabresi - prosegue Bruni - esistono le breast unit che però alle nostre latitudini necessiterebbero di molte più professionalità (come per esempio anche uno psicooncologo che consenta il passaggio fondamentale per le donne che è la metabolizzazione della malattia). Le Breast Unit hanno necessità di essere messe in rete e misurate sui loro interventi grazie ai database che non esistono (perché non sono stati acquistati e il costo è di soli 50.000 euro) ma che sono determinanti per gli audit. Una struttura controllata, efficiente ed efficace è in grado di aumentare la sopravvivenza e questo lo dice il Piano nazionale esiti del Ministero. Certo le parrucche sono importanti per le pazienti oncologiche ma rappresentano un aspetto marginale soprattutto quando si rischia la vita e i percorsi irrinunciabili non sono soddisfatti. Di questo c'è bisogno, di una sanità seria, responsabile e che risolva qui, da noi, questi problemi».

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