La Calabria esempio di squilibrio nella sanità secondo Anelli (Fnomceo)



MILANO - “Il vero problema non è solo quello di adeguare le strutture ospedaliere alle prescrizioni antisismiche, o sostituire le Tac, o costruire nuove Case di comunità. Il vero problema è che mancano professionisti. Sul territorio oggi ci sono solo medici di medicina generale, in media anche abbastanza anziani, e c'è un problema di ricambio. Abbiamo pochi infermieri, non ci sono terapisti della riabilitazione, psicologi, ostetriche. Le 31 professioni sanitarie che oggi sono regolamentate in Ordini professionali sono presenti certo negli ospedali, ma non sono presenti sul territorio. E’ come immaginare un padiglione ospedaliero dove ci siano solo i medici”. E’ il monito lanciato da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), parlando del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), in occasione di un evento promosso da Egualia, organo di rappresentanza dell’industria dei farmaci generici equivalenti e dei biosimilari.

Nel Pnrr ci sono i mezzi per intervenire su questo vuoto di professionisti sul territorio? “No - ha replicato Anelli - non ci sono le risorse, tranne per l’assistenza domiciliare. Resta un tema di fondo, l’abbiamo chiamata 'questione medicà: non è possibile affrontare il problema della riformulazione del Servizio sanitario nazionale senza un numero sufficiente di professionisti e senza dare ai professionisti soddisfazione sul piano economico e di governance”.

Questo il messaggio, che Anelli rafforza con un esempio pratico della situazione di oggi e degli squilibri che esistono lungo la Penisola: “I colleghi della Calabria assicurano ancora una volta con spirito di sacrificio ed eroismo livelli di assistenza più o meno adeguati in assenza totale di strutture. C'è disuguaglianza e l’abbiamo fatta presente. Il tema oggi della riformulazione del sistema è reale. Io credo che forse sarebbe più opportuno parlarne con gli italiani: vogliamo una sanità regionalizzata come è oggi?”, conclude il presidente Fnomceo.


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