Task force per il vaiolo delle scimmie



CATANZARO - La Regione Calabria ha istituito un tavolo tecnico per l’identificazione e la gestione dei casi di vaiolo delle scimmie: a prevederlo è un decreto del dipartimento regionale Tutela della Salute. Il tavolo tecnico dovrà «elaborare specifiche linee guida da utilizzare per la redazione degli appositi percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per la presa in carico di eventuali pazienti con sospetta infezione o infetti dal virus del vaiolo delle scimmie» e «convocare e gestire appositi tavoli tecnici periodici aventi lo scopo di uniformare l’approccio clinico alla malattia».

La Regione ha indicato Carlo Torti, direttore di Malattie infettive dell’Aou Mater Domini di Catanzaro, come coordinatore della nuova task force dedicata alla nuova emergenza sanitaria (così classificata dall’Oms).

Gli altri componenti sono: Massimo Rizzo (risk manager presso l’Asp di Crotone); Pasquale Minchella (direttore di Microbiologia e Virologia dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro); Giuseppe Masciari (direttore del pronto soccorso dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro); Vittoria Borzumati (del Dipartimento Tutela della Salute); Giuseppe Foti (direttore di Malattie infettive del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria); Rosalbino Cerra (Presidente regionale della Fimmg – Federazione Italiana dei medici di Medicina Generale) e Francesco Lucia (Dipartimento Tutela della Salute).

A motivare l’insediamento del tavolo tecnico anche il fatto che – si legge nel decreto regionale – «la Regione Calabria è interessata, come già si evince dai dati del primo semestre del 2022, da una significativa intensificazione del numero di sbarchi di migranti che vanno ad aumentare la pressione sulle strutture sanitarie regionali e che sono veicolo di infezioni; l’identificazione simultanea di casi il vaiolo delle scimmie al di fuori delle aree in cui il vaiolo delle scimmie era tradizionalmente endemico evidenzia la necessità di una rapida identificazione e diagnosi dei casi per contenere un’ulteriore diffusione».

Al momento comunque la Calabria è una delle poche regioni d’Italia nella quale non sono stati segnalati casi di vaiolo delle scimmie e quindi l’istituzione del tavolo, come già detto, ha soltanto una funzione preventiva che speriamo non diventi mai qualcosa di operativo.

La trasmissione avviene principalmente per via aerea, attraverso i rapporti sessuali o in seguito a contatto con secrezioni respiratorie, liquidi organici e lesioni cutanee di una persona infetta o oggetti e materiali contaminati di recente, come la biancheria da letto. La trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie tramite goccioline respiratorie (droplets), di solito, richiede un contatto faccia a faccia prolungato; a maggior rischio, in tal caso, sono gli operatori sanitari e i membri della famiglia dei casi attivi.


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