Polistena, il sindaco: Frenare il depotenziamento dell'ospedale

POLISTENA - «Assistiamo da diverso tempo al lento e logorante depotenziamento dell’ospedale di Polistena. Purtroppo l’annunciata indizione dei concorsi per il reperimento di personale che copra i vuoti in organico ormai sempre più larghi, tarda ad arrivare». E’ quanto afferma, in una nota, il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, che per venerdì 13 settembre ha convocato, per le 11, una conferenza stampa nella Saletta convegni di Casa Jerace sita in via Domenicani alla quale sono invitati «oltre ai giornalisti, medici ed operatori dell’ospedale, sindaci ed organizzazioni sindacali, associazioni e comuni cittadini impegnati tutti, a diverso titolo, per la difesa dell’ospedale di Polistena, della sanità pubblica della Piana e del diritto alla salute». Per Tripodi «abbondano le soluzioni-tampone che oltre ad essere più costose non assicurano la corretta erogazione dei servizi ospedalieri. Prima fra tutti l’estenuante odissea della Tac che, nonostante sia fondamentale per un presidio Spoke come quello di Polistena, è frequentemente rotta. A questo si aggiungono le carenze in ogni reparto, dalla Rianimazione all’Utic, dalla psichiatria all’ortopedia, dalla ginecologia alla pediatria. Quest’ultimo reparto, per poter continuare ad offrire servizi ai cittadini, ha dovuto ricorrere a prestazioni aggiuntive ed all’abnegazione di professionisti del territorio arrivati in soccorso dell’ormai cronica carenza di pediatri». «Le conseguenze sul territorio - sostiene ancora il sindaco di Polistena - sono tutte a danno dei cittadini, che nel giro di pochi anni hanno visto rimpicciolire, se non in alcuni casi annullare, un proprio diritto, il diritto alla salute costituzionalmente garantito. Se ancora l’ospedale di Polistena esiste e regge il peso della sanità della Piana ed anche extraterritoriale, ciò lo si deve alle lotte del territorio, alla fatica ed ai sacrifici quotidiani di operatori sanitari che in queste condizioni rischiano la reputazione ogni giorno e potrebbero tranquillamente trasferirsi altrove per lavorare con salari più alti e condizioni più tranquille offerte in cliniche private. C' è stato di recente un cambio importante al vertice del Ministero della Salute. Un nuovo Ministro, Roberto Speranza, è alla guida del Dicastero. Contiamo davvero che il cognome del nuovo Ministro, a cui auguriamo buon lavoro, possa tradursi in una «speranza» reale per una svolta nella sanità pubblica calabrese, che sembra ormai ostaggio delle statistiche del cosiddetto Piano di Rientro». 

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