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Catanzaro e Lamezia, carenze nelle cure palliative

  • Immagine del redattore: Uneba Calabria
    Uneba Calabria
  • 30 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

CATANZARO – Una situazione definita di «particolare gravità» viene segnalata in relazione all’erogazione delle cure palliative domiciliari ai pazienti terminali nella provincia di Catanzaro e, in modo più critico, nel Distretto sanitario di Lamezia Terme. A richiamare l’attenzione sulle criticità è il segretario regionale di Cittadinanzattiva Aps Calabria – Tribunale per i diritti del malato e coordinamento associazioni malati cronici e rari, Giuseppe Corrado, in una comunicazione formale indirizzata alle istituzioni competenti. Nel documento si fa riferimento alle numerose segnalazioni raccolte negli ultimi mesi dalla rete del Tribunale per i diritti del Malato, provenienti da pazienti e familiari. Le denunce riguardano «la mancata o ritardata attivazione delle cure palliative domiciliari, senza che vengano fornite motivazioni chiare e formalizzate da parte dei distretti sanitari competenti». Una situazione che viene ritenuta «ancora più incomprensibile» alla luce del fatto che, nel territorio di Lamezia Terme, il servizio risulta formalmente attivo e gestito dal Servizio sanitario pubblico. Secondo quanto segnalato, tuttavia, «nella pratica, il servizio non viene erogato secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dai livelli essenziali di assistenza». In particolare, vengono evidenziate alcune criticità ricorrenti: «l’assistenza domiciliare palliativa viene di fatto interrotta nei fine settimana; non risulta garantita la reperibilità di personale Oss e infermieristico, non solo nei giorni festivi ma, in molti casi, neppure durante la settimana; i pazienti terminali e le loro famiglie vengono lasciati soli ad affrontare situazioni di estrema fragilità clinica, fisica ed emotiva». Tali condizioni vengono definite come «una grave violazione del diritto alla salute e alla dignità della persona», soprattutto in una fase della vita in cui «la continuità assistenziale e la presa in carico globale dovrebbero essere prioritarie e non derogabili». Nel testo si chiede pertanto «un autorevole intervento affinché vengano verificate le responsabilità organizzative e gestionali dei distretti interessati» e «vengano adottate con urgenza tutte le misure necessarie a garantire l’effettiva e continua erogazione delle cure palliative domiciliari, così come previsto dalla normativa nazionale e regionale». La richiesta comprende anche la disponibilità a essere auditi «per illustrare una serie di problematiche sullo stato reale della condizione in cui versa la sanità calabrese», facendo riferimento al completo sblocco del turnover previsto dall’ultimo Decreto PA 2025. In questo contesto si sollecita che «vengano adottate con urgenza tutte le misure necessarie, compresa l’assunzione del personale sanitario ove carente». Nel concludere, il segretario regionale di Cittadinanzattiva Aps Calabria afferma: «Certi della Sua sensibilità su un tema di così alto valore umano e sociale, restiamo in attesa di un Suo riscontro e disponibili a fornire ulteriore documentazione e testimonianze raccolte dal Tribunale del Malato».

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