Centro di farmacovigilanza, tutto fermo



LAMEZIA TERME - «Avevo parlato qualche settimana fa di una situazione allucinante ma sono ancora una volta costretta ad intervenire sul Centro regionale di farmacovigilanza viste le notizie sempre più preoccupanti che se fossero confermate rischierebbero di affossare definitivamente questo importante istituto voluto da una direttiva europea, recepito da una norma nazionale e istituito in Calabria nel 2012». Lo afferma, in una nota, Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio regionale.

«Nel mese di gennaio scorso - prosegue Bruni -mi sono occupata della questione con un’interrogazione rivolta al presidente della Giunta regionale con la quale chiedevo che cosa intendesse fare per ripristinare con urgenza il servizio del Centro regionale di farmacovigilanza. La risposta, arrivata tra l’altro a distanza di un mese, a firma della dirigente generale del Dipartimento tutela della salute, Iole Fantozzi, ci informava che si era provveduto a nominare la Commissione esaminatrice per l'espletamento dell’avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio, pubblicato nel Burc n.104 del 13 novembre 2020, finalizzato all’assunzione a tempo determinato di n.9 unità con profilo tecnico-amministrativo. Un altro mese è trascorso ma non è stato fatto nulla per dare corso alla selezione pubblica. A quanto pare le cause per l’ulteriore perdita di tempo - aggiunge ancora Bruni - sono da ricercare in primo luogo nella rinuncia di una delle componenti della Commissione, nella sostituzione del presidente della commissione e nella nomina di un nuovo rup. Nel frattempo, come se non bastassero le incredibili lungaggini, è stato emanato un decreto con il quale sono state apportate delle modifiche ad alcuni articoli dell’avviso (art. 6 e art.7 che ha costretto la segreteria di giunta a inviare per il riesame per evitare la riapertura dei termini dello stesso avviso. A tutto questo aggiungiamo che vi è il rischio concreto che Aifa revochi i finanziamenti, chieda la restituzione delle somme e non proceda alla stipula della convenzione per i fondi 2015, 2016 e 2017. Quindi il Centro non è più attivo, ha disabilitato anche il sito internet strumento grazie al quale i cittadini e operatori facevano delle segnalazioni. La conseguenza di tutto ciò è che non si potranno più fare i progetti regionali e multiregionali legati alla attività dello stesso centro». «Se questo è il modo di procedere della Giunta Occhiuto sulle questioni della sanità - conclude - rischiamo ancora anni e anni di oscurantismo e la vicenda del Centro regionale di farmacovigilanza ne è una prova evidente. Lo ribadisco ancora una volta, bisogna fare presto, intervenire subito, non possiamo permetterci di perdere questo importante strumento specie in un momento così delicato dal punto di vista sanitario a causa della pandemia».

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