Crotone, giornata per la sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
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CROTONE - In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, la Sala consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Crotone ha ospitato l’incontro “Non disturbi mai. Ricomincia da te - Disturbi alimentari nei disagi giovanili”, rivolto principalmente agli studenti degli istituti superiori del territorio. La scelta di coinvolgere in modo diretto i ragazzi non è stata casuale: l’obiettivo era offrire uno spazio di confronto sicuro, in cui parlare apertamente di un tema spesso circondato da silenzi, paure e pregiudizi. L’iniziativa, moderata dal giornalista Rolando Belvedere, è stata organizzata dalla presidente della III Commissione consiliare, Antonella Passalacqua, insieme alla coordinatrice del movimento “Uniti per migliorare la nostra salute”, Raffaela Dattolo. Alla giornata hanno preso parte il sindaco Vincenzo Voce, l’assessore all’Istruzione Nicola Corigliano, il direttore sanitario dell’Asp di Crotone Luigi Rossi, oltre a docenti, studenti e numerosi cittadini che hanno gremito la sala consiliare, segno di una sensibilità crescente sul tema. Protagonisti dell’incontro sono stati gli specialisti dell’Ambulatorio per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (Dna) dell’Ospedale di Crotone, impegnati quotidianamente nella presa in carico di bambini e ragazzi con disturbi alimentari. La dottoressa Caterina Pacenza, pediatra e responsabile dell’Ambulatorio Dna, ha spiegato come i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentino oggi una vera emergenza, con diagnosi in aumento e un’età di esordio sempre più bassa. A preoccupare non sono solo le forme più note, come anoressia, bulimia o binge eating, ma anche quei comportamenti subdoli e meno evidenti che spesso restano a lungo nascosti. La biologa nutrizionista Maria Baffi ha illustrato il percorso “dalla valutazione alla riabilitazione nutrizionale”, soffermandosi sull’importanza di una corretta educazione alimentare. Spesso, ha sottolineato, i ragazzi si confrontano con informazioni frammentarie e messaggi contraddittori: diete improvvisate, modelli estetici irrealistici, falsi miti su ciò che è “sano” o “giusto” mangiare. Da qui la necessità di accompagnarli in un cammino graduale, che li aiuti a costruire un rapporto equilibrato e sereno con il cibo, lontano da sensi di colpa e ossessioni. La psicologa e psicoterapeuta Alessandra Siniscalchi ha invece approfondito il legame tra disturbi alimentari e mondo digitale, mettendo in luce l’impatto dei social media sulla percezione di sé. L’esposizione continua a immagini “perfette”, l’uso distorto di filtri e app di ritocco, il confronto costante con coetanei e influencer possono alimentare insoddisfazione corporea, bassa autostima e comportamenti a rischio. In questo scenario, ha evidenziato, è fondamentale insegnare ai giovani a riconoscere i meccanismi di queste dinamiche e a sviluppare un pensiero critico rispetto a ciò che vedono online. Nel corso del convegno sono stati richiamati alcuni aspetti centrali: l’importanza di una diagnosi precoce, la capacità di cogliere i primi segnali di disagio (cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, isolamento, ritiro sociale), il ruolo decisivo della famiglia, che va sostenuta e coinvolta in ogni fase del percorso di cura. È stata inoltre presentata l’attività dell’Ambulatorio Dna, attivo presso l’Uoc di Pediatria dell’Ospedale di Crotone e diretto dalla dottoressa Stefania Zampogna: un’équipe multidisciplinare composta da pediatri, nutrizionisti e psicoterapeuti che segue centinaia di ragazzi e le loro famiglie, rappresentando un punto di riferimento stabile per il territorio. Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti. Nel suo intervento, l’assessore all’Istruzione Nicola Corigliano ha sottolineato quanto sia complesso crescere in una società in cui spesso conta più l’apparire che l’essere.
La consigliera Antonella Passalacqua ha infine ribadito l’importanza di costruire una rete forte tra istituzioni, scuola, famiglie e sanità. Il suo intervento è partito dallo slogan scelto per l’iniziativa: “Tu non disturbi mai”. Tre parole semplici, ma dal significato profondo: non bisogna isolarsi, né vergognarsi del proprio malessere; chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza.









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