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Crotone, l’Asp accelera su cure dignitose e medicina di prossimità

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

CROTONE - Ascoltare il territorio, accogliere le sollecitazioni con spirito costruttivo e rispondere con la concretezza dei fatti, rifuggendo da ogni logica di sterile polemica istituzionale. La Direzione strategica dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone, insediatasi da poco più di quattro mesi e guidata dal direttore generale Antonio Graziano, interviene in merito alle recenti osservazioni sollevate sulla stampa locale circa le condizioni del reparto di Oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”. L'obiettivo cardine della governance sanitaria è duplice e sinergico: da un lato, restituire decoro, comfort e sicurezza ai reparti ospedalieri d'avanguardia; dall'altro, abbattere le distanze tra cittadini e diritto alla salute attraverso il potenziamento della medicina di prossimità nelle aree interne della provincia. Per quanto riguarda il reparto di Oncologia, l'azienda precisa che il percorso di riqualificazione e adeguamento funzionale non è un'ipotesi futura, ma una realtà amministrativa già interamente tracciata. Sono state infatti già deliberate e perfezionate le necessarie determine a contrarre e di aggiudicazione per un pacchetto di interventi strutturali che interesseranno l'Unità di Nefro-Oncologia. I lavori, affidati tramite procedura negoziata sulla piattaforma MePa con un quadro economico virtuoso e improntato al risparmio rispetto alla base d'asta, prenderanno il via a brevissimo e riguarderanno il rifacimento e la sistemazione della pavimentazione in PVC all'ingresso, il risanamento completo dei servizi igienici e l'installazione di una parete divisoria leggera per il riposizionamento ottimale dei presidi di reparto. Di tale iter e dell'imminente avvio dei cantieri, peraltro, il personale medico e infermieristico della struttura – di cui si sposa pienamente il plauso per l'alta qualità assistenziale e l'encomiabile dedizione quotidiana – è già perfettamente a conoscenza. Diverso e più complesso è il tema relativo alla coabitazione e alla definitiva separazione logistica tra i reparti di Oncologia e Nefrologia. Si tratta di una problematica strutturale atavica, ereditata dal passato, che per essere risolta in modo efficace e definitivo non consente soluzioni improvvisate o parziali, impraticabili nell'arco di pochissimi mesi. Per separare i due reparti senza compromettere la fondamentale continuità terapeutica dei pazienti e senza causare traumatici trasferimenti fuori provincia, l'Asp ha già attivato una ricognizione strategica delle risorse e uno studio tecnico accurato. Solo un intervento organico e strutturato potrà garantire una risposta duratura ad un aumento costante delle richieste di prestazioni oncologiche sul territorio. «Fin dal momento del mio insediamento, poco più di quattro mesi fa, ho voluto imprimere un cambio di passo basato sulla programmazione seria e sulla tempestività dell'azione - dichiara il direttore generale Antonio Graziano - perché siamo consapevoli che i pazienti, specialmente i più fragili, non possono attendere i tempi della burocrazia. Le criticità strutturali che ereditiamo da gestioni passate richiedono tempo, risorse e uno studio approfondito per essere risolte alla radice, e non con interventi palliativi. Ma laddove è possibile intervenire nell'immediato, lo stiamo facendo senza esitazioni. I lavori già appaltati per il reparto di Oncologia dimostrano che la nostra attenzione verso percorsi di cura dignitosi è costante, tangibile e si misura con i fatti».

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