Demenze, intesa tra Uncem e Anci



CATANZARO - «La delegazione calabrese dell’Unione Nazionale comuni comunità enti montani nella persona del presidente Vincenzo Mazzei e l’associazione Ra.Gi. rappresentata da Elena Sodano firmeranno un protocollo d’intesa molto importante che, per la prima volta, vede una serie di supporti concreti e operativi a favore delle persone con demenza e le loro famiglie che vivono nei piccoli comuni e nelle comunità montane». Lo rende noto un comunicato congiunto nel quale si precisa che la sottoscrizione avverrà oggi a Catanzaro nella sala Giunta della Provincia alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Catanzaro Rosario Lostumbo, del sindaco di Cicala Alessandro Falvo del sindaco di Miglierina Pietro Hiram Guzzi e da altri primi cittadini che hanno aderito all’iniziativa.

«Dopo una diagnosi - è scritto nella nota congiunta – la disperazione delle famiglie con un proprio caro con demenza si vive e si consuma all’interno delle quattro mura, nel silenzio e nell’abbandono totale. Si sfaldano tutti i legami amicali, relazionali, parentali. In Calabria, i dati sulle demenze sono

allarmanti e coerenti con quelli a livello nazionale: il numero delle persone con questa malattia oscilla tra i 41.000 e i 68.000 casi. La malattia di Alzheimer è la più frequente delle demenze neurodegenerative mentre, sempre più in aumento, sono i casi di malattia di Alzheimer e altre demenze ad esordio precoce (dai 40 anni in su)».

«Nel contesto territoriale calabrese, molto scarse - è detto ancora - sono le forme di assistenza specifiche per persone con demenze. In generale l’offerta assistenziale è insufficiente, spesso priva di formazione specifica, non coordinata e non integrata con gli indispensabili aspetti e servizi sociali. Carenti sono le forme di assistenza già strutturati come i centri diurni, mentre assenti risultano essere, su tutto il territorio regionale, sia le politiche sociali e territoriali mirate alla presa in carico globale delle persone con Demenze e sia i centri residenziali specifici».

«L'esperienza della RaGi, sta dimostrando - si afferma nella nota - che le zone collinari e montane potrebbero iniziare ad emergere dalle condizioni di difficoltà in cui penano da anni. Non essere più delle cenerentole nei confronti dei Comuni maggiori ma poter fare la differenza, crescere e offrire anche reali e concreti servizi alla popolazione fragile. Un’esperienza che la RaGi, che dal 2006 si occupa di promuovere condizioni di vita più umane per le persone con demenza, grazie all’accordo

con l’Uncem, metterà al servizio dei piccoli Comuni e Comunità montane sia a livello progettuale, formativo e organizzativo».

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