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Geriatria, la sfida è vivere meglio

17 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

CATANZARO - Nell’Aula Magna C dell’Università Magna Graecia di Catanzaro il XIII Congresso regionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria. Due giornate di lavori, articolate in otto sessioni scientifiche, letture e tavole rotonde, hanno riunito professionisti sanitari, accademici, istituzioni e realtà dell’assistenza attorno al tema “L’età geriatrica. Una sfida e un’opportunità per comprendere il valore della vita, della cura e della comunità”. A presiedere il congresso è stata Angela Sciacqua, presidente della SIGG Calabria, docente ordinaria di Geriatria dell’UMG e direttrice della Geriatria universitaria e del Dipartimento assistenziale integrato di Medicina interna dell’Aou “Renato Dulbecco”. «È stato un congresso straordinario, molto partecipato e ricco di contenuti», ha commentato. La Calabria, ha ricordato, è tra le regioni più anziane d’Italia: una condizione che impone programmazione di lungo periodo e un confronto costante per migliorare l’assistenza. Per Sciacqua, il geriatra deve unire competenze cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e nutrizionali a innovazione, empatia e capacità di lavorare con famiglie, caregiver e altre figure dell’assistenza.  «I messaggi del congresso sono l’innovazione scientifica e le nuove possibilità di cura, ma anche l’attenzione verso la persona e la comunità». Il rettore Giovanni Cuda ha espresso apprezzamento per il lavoro di Sciacqua e per l’integrazione della Geriatria universitaria con i colleghi del presidio Pugliese e con il Pronto soccorso dell’Aou “Dulbecco”. Il prorettore Giuseppe Chiarella ha posto l’accento sul confronto tra specialisti come occasione per rivedere percorsi e protocolli, richiamando l’obiettivo di formare giovani medici che mettano le proprie competenze a disposizione della Calabria. Sulla collaborazione tra discipline è intervenuto anche Arturo Pujia, presidente del Senato accademico. Tra i temi centrali, il rapporto tra ospedale e territorio. Sergio Petrillo, direttore sanitario dell’Aou “Dulbecco”, intervenuto in rappresentanza della direttrice generale Simona Carbone, ha spiegato che l’Azienda non può essere «una monade a sé stante»: deve operare in una rete regionale in cui territorio e ospedali spoke rispondano ai bisogni di primo e secondo livello, riservando all’Aou le prestazioni di alta specialità. Case della salute e servizi territoriali, ha aggiunto, devono offrire risposte concrete per conquistare la fiducia dei pazienti. Per il generale Antonio Battistini, da pochi giorni commissario dell’Asp di Vibo Valentia dopo l’esperienza a Catanzaro, la medicina di prossimità richiede «il passaggio dalla medicina di attesa alla medicina di iniziativa»: individuare le persone fragili, valutarne il rischio e raggiungerle anche a domicilio prima che le loro condizioni peggiorino. Luca Gallelli, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’UMG, ha richiamato invece il ruolo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, che devono sostenere la cura senza sostituire il rapporto umano e la responsabilità del professionista. La vicesindaca Giusy Iemma ha sottolineato la necessità di unire Università, istituzioni, associazioni e servizi sociali e sanitari: «Nessuno può affrontare da solo la complessità dell’invecchiamento». Il messaggio conclusivo del congresso è che vivere più a lungo deve significare vivere meglio, attraverso prevenzione, formazione e una rete capace di accompagnare la persona anziana dall’ospedale al proprio domicilio.

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