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Liste d’attesa a Cosenza, allarme della Cgil



COSENZA - «Sono sempre più numerose le persone, in particolar modo anziani e fragili, che vengono nelle nostre sedi a sottoporci un problema, fra i tanti, che riguarda la sanità pubblica nel nostro comprensorio», si legge in una nota congiunta di Cgil, Spi Cgil e Flp Cgil di Cosenza. « La questione delle liste d’attesa – di questo slitta - è ormai esplosa anche a livello nazionale, tant’è che persino il Governo, nell’ambito dei 3 miliardi stanziati nella Legge di bilancio per la sanità, ha destinato 520 milioni proprio all’abbattimento delle liste d’attesa: peccato però che manchino, innanzitutto, medici ed operatori sanitari che dovrebbero garantire le prestazioni! E comunque la Calabria resta il fanalino di coda anche relativame nt e a somme già assegna te negli anni scorsi sempre in materia di abbattimento delle liste di attesa: fino al 2022 ha, infatti, utilizzato solo il 27% di tali risorse, recupera n do appena il 9% delle prestazioni, in un quadro di generale miglioramento della tempistica in quasi tutte le altre Regioni d’Italia. All’interno dell’Asp cosentina i tempi di attesa possono variare da diversi mesi ad anche più di un anno per quanto riguarda la possibilità di accedere a visite specialistiche o esami diagnostici», si legge ancora. « Recentemente, col beneplacito del Governo e del Commissario ad acta della sanità calabrese, ovvero il Presidente della Giunta regionale, è stato assicurato alle strutture private cosentine un extra budget, ovvero diversi milioni in più rispetto all’anno precede nt e e, quindi, la possibilità di effettuar e ulteriori prestazioni a discapito del servizio sanitario pubblico che, è di tutta evidenza, non riesce ad assicurarle». «Il presidente della Giunta regionale si è detto “disgustato” da tali episodi, mentre lui si sta “facendo a pezzi per risollevare questo sistema sanitario”: vorremmo, allora, chiedergli perché in questi due anni la sanità sia ormai al limite del collasso, certificato da autorevoli fonti quali la Corte dei Conti o l’Agenas, cioè l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, mentre i cittadini calabresi, in particolare i lavoratori dipendenti ed i pensionati, pagano una salatissima addizionale Irpef senza ricevere servizi adeguati, in particolare quelli sanitari, che siano in linea col dettato costituzionale? Ma, aggiungiamo che, al di là delle risposte che non sono mai arrivate - e che anche stavolta dubitiamo possano arrivare - ci piacerebbe vedere che si ponga in atto, finalmente, una qualche iniziativa concreta che venga incontro ai bisogni ed alle necessità dei cittadini calabresi», conclude la nota.

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