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Liste d’attesa, male la Calabria



ROMA - «Un terzo dei 500 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per il recupero delle prestazioni non erogate a causa della pandemia, non è stato impiegato dalle Regioni: si tratta di circa 165 milioni che rischiano di andare sprecati. Gli ultimi monitoraggi pubblici ci dicono che il Molise ha investito solo l'1,7% di quanto aveva a disposizione, circa 2,5 milioni; male anche la Sardegna (26%), la Sicilia (28%), la Calabria e la Provincia di Bolzano (29%)». Lo sottolinea Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, commentando l’indagine realizzata dall’organizzazione civica sui tempi d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici.

Eppure, prosegue Mandorino, «le liste d’attesa rimangono una emergenza che va contrastata urgentemente per riaffermare il diritto dei cittadini alla salute pubblica. Come? Attraverso un investimento sulle risorse umane e tecniche e un conseguente ampliamento degli orari di apertura al pubblico degli ambulatori, nonché attraverso la messa in rete nei Cup delle agende di prenotazione di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate per favorire una migliore programmazione e trasparenza dei tempi di attesa. E, non da ultimo, bloccando, a livello regionale, le prestazioni in intramoenia laddove queste superino come numero quelle erogate nel canale pubblico, come previsto dallo stesso Piano nazionale di governo delle liste di attesa». Cittadinanzattiva ha avviato una campagna di mobilitazione permanente dal titolo "Urgenza sanità" e una petizione su Change.org per chiedere il superamento delle liste di attesa.

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