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Nutrizione e neuropatologie, influiscono gli stili di vita



CATANZARO - Stili di vita ed alimentazione condizionano anche i processi infiammatori e degenerativi del cervello. Ne sono sicuri neurologi ed esperti della nutrizione che per due giorni a Catanzaro, su iniziativa del primario della Dulbecco (Pugliese-Ciaccio) dottor Nico Bosco, e dei colleghi Rosario Iannacchero responsabile Centro cefalee Calabria e Giovanni Frontera responsabile del Centro Uva (Unità valutazione Alzheimer), hanno tenuto e coordinato relazioni e tavole rotonde su patologie sempre più impattanti come appunto demenza, Parkinson, sclerosi multipla o la diffusissima emicrania. Secondo il dottor Bosco c'è tutta una serie di abitudini voluttuarie che possono essere determinanti per lo sviluppo di patologie o costituire fattori scatenanti per altre. Nessun cibo è da demonizzare, come invece in Europa si sta facendo ad esempio ai danni del vino: il nostro prodotto-simbolo è stato strenuamente difeso durante i lavori catanzaresi dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, che ne ha spiegato il valore identitario assoluto oltreche' il peso robustissimo come voce di bilancio export. Altro importante intervento quello dell'oncologo Francesco Cognetti che ha enunciato le statistiche di relazione tra gli stili di vita poco virtuosi e l'insorgenza di tumori, propugnando l'attività sportiva per il benessere psico-fisico. Indicatori di speranza anche dall'utilizzo di cioccolato nero che in piccole dosi quotidiane aiuta a contrastare le degenerazioni cerebrali. Il dottor Rosario Iannacchero ha ricordato poi che si è scoperta la causa scatenante dell'emicrania cronica e di conseguenza sono stati prodotti farmaci mirati e quindi molto efficaci. Stimolante e ricca di spunti la tavola rotonda del secondo giorno di lavori, moderata dal vicedirettore di La7 Andrea Pancani, cui hanno preso parte oltre i già citati Cognetti e Cotarella anche Raffaele Mancini, responsabile Diabetologia dell'Asp di Catanzaro e Domenico Consoli, ex primario dell'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Coinvolgenti ed a tratti “frizzanti” le interazioni tra gli ospiti ed il pubblico in sala che ha spaziato tra questioni prettamente scientifiche a quelle di interesse comune e quotidiano. Molto apprezzato anche l'intervento tecnico di un artigiano cioccolatiere e subito dopo della dottoressa Elena Colosimo, che ha illustrato gli studi sulle proprietà benefiche del cioccolato nero (fondente) sul mantenimento dei processi e le funzioni neurologiche.

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