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Vibo, Capomolla (Medical Center) mette in luce i ritardi nel sistema dei ricoveri

  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

VIBO VALENTIA - Una riforma pensata per velocizzare i percorsi di cura rischia di trasformarsi, nei fatti, in un ostacolo. È il paradosso che emerge dall’analisi dell’applicazione del Decreto ministeriale 77/2022 nel territorio dell’Asp di Vibo Valentia, dove la continuità tra ospedale e assistenza territoriale mostra criticità sempre più evidenti. A sollevare il caso è il direttore sanitario del Don Mottola Medical Center, Soccorso Capomolla, che mette in luce ritardi procedurali, difficoltà organizzative e una distanza significativa tra il modello teorico previsto dalla normativa e la sua concreta applicazione. Il dato: un sistema che rallenta. A circa due mesi dall’avvio della contrattualizzazione della struttura con il sistema sanitario, i numeri parlano chiaro secondo il manager: «Su 98 richieste di ricovero provenienti dal territorio, soltanto 9 risultano autorizzate. Un dato che fotografa un sistema incapace, almeno in questa fase, di rispondere tempestivamente alla domanda assistenziale». Definita ancora più critica la situazione delle dimissioni protette: «I tempi medi di attesa si attestano a 11,3 giorni, con punte fino a 23, a fronte delle 72 ore indicate dal DM 77 e di una media regionale di circa 5 giorni. Un ritardo che incide direttamente sulla qualità delle cure e sull’efficienza del sistema». Uno degli elementi più problematici riguarda la mancata integrazione operativa della struttura territoriale nella rete della Centrale operativa territoriale (Cot). A due mesi dalla contrattualizzazione, non sono ancora state fornite le credenziali di accesso alla piattaforma digitale. Un dettaglio apparentemente tecnico che produce effetti concreti: «L’impossibilità di segnalare posti disponibili, di partecipare ai flussi decisionali e di attivare percorsi assistenziali – argomenta Capomolla - In altre parole, l’offerta territoriale resta “congelata”, mentre la domanda cresce». E il risultato è un sistema che si “inceppa proprio nel passaggio più delicato. I reparti per acuti continuano a ospitare pazienti stabilizzati, in attesa di trasferimento, mentre le strutture territoriali restano sottoutilizzate. Parallelamente, altri pazienti fragili vengono dimessi al domicilio, pur in presenza di indicazioni cliniche per un ricovero assistito. Un doppio squilibrio che genera inefficienza e disagio sociale».

 

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