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Vibo, prosegue la mobilitazione per la sanità

  • Immagine del redattore: Uneba Calabria
    Uneba Calabria
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

VIBO - Nel Vibonese cresce la consapevolezza che sul tema della sanità pubblica non sia più possibile attendere oltre. Mentre dalla Regione Calabria continuano ad arrivare annunci e promesse – come le “dieci cose belle del 2026” preannunciate dal presidente Roberto Occhiuto – sul territorio si fa sempre più forte la richiesta di azioni concrete e strutturali. È in questo contesto che Ali di Vibonesità, attraverso il suo referente, Giuseppe Borello, rilancia la necessità di una mobilitazione ampia e condivisa, fondata su una vera e incisiva pressione popolare, per rompere quello che viene definito un muro fatto di silenzi, immobilismo e incapacità gestionale. Secondo l’associazione, la “cattiva sanità” non è più un’emergenza episodica, ma una condizione strutturale che continua a mettere in ginocchio famiglie, anziani e persone fragili. Nel mirino finiscono Regione Calabria, Asp, Conferenza dei sindaci, Provincia e gli altri livelli istituzionali, accusati di non rispondere alle continue sollecitazioni provenienti dal territorio e di perpetuare una “cultura del contentino”, fatta di piccoli interventi tampone e annunci mediatici, incapaci però di incidere realmente sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza. Ali di Vibonesità invita quindi istituzioni, politica, enti locali, scuole, ordini professionali, sindacati, associazioni e cittadini a scendere in campo in modo unitario. Tra le ipotesi allo studio, anche una manifestazione silenziosa e composta, dal forte valore simbolico, che metta al centro la difesa di un diritto fondamentale: quello alla salute. Al termine dell’iniziativa, le istanze del territorio verrebbero raccolte in un documento ufficiale da consegnare al Prefetto, affinché le criticità denunciate trovino finalmente un canale istituzionale di ascolto e risposta. Il percorso di mobilitazione non nasce oggi. Le associazioni ricordano come già l’11 marzo 2023, alla Biblioteca comunale di Vibo Valentia, i cittadini approvarono uno storico documento a tutela del diritto alla salute dell’intero territorio vibonese. Da quella iniziativa prese forma un confronto serrato con l’Asp, avviato sotto il titolo “Il Patto per un nuovo modello culturale della tutela della salute nell’Asp di Vibo Valentia”, che aprì un dibattito ampio e partecipato sulla necessità di ripensare profondamente il sistema sanitario locale. Un cammino condiviso anche con Comunità Competente Calabria, coordinata da Rubens Curia, ex commissario dell’Asp ed ex dirigente regionale con una lunga esperienza sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), e sostenuto dalle realtà territoriali di Nicotera, Tropea, Serra San Bruno, Pizzo e Soriano. L’obiettivo dichiarato era – ed è tuttora – costruire una sanità più vicina ai cittadini, capace di programmare, attrarre professionalità e garantire continuità assistenziale. A quasi tre anni di distanza, sottolineano i promotori, la pressione popolare esercitata dalla cittadinanza è entrata in una fase più matura e consapevole. Le criticità denunciate allora restano in larga parte irrisolte: carenze croniche di personale, difficoltà organizzative, assenza di una guida gestionale stabile e di una visione strategica di lungo periodo. Una situazione che continua a produrre diseguaglianze nell’accesso alle cure e a costringere molti cittadini a spostarsi fuori provincia o fuori regione per ricevere assistenza. Da qui l’appello finale: rimettere in discussione l’intero sistema, aprendo un confronto serio e inclusivo che coinvolga soprattutto le nuove generazioni.

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