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Vibo, salute a rischio senza Emodinamica

  • 23 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

VIBO VALENTIA - A Vibo torna al centro del dibattito il tema della sanità e, in particolare, dell’assistenza cardiologica. A sollevare la questione è l’associazione “Ali di Vibonesità”, che attraverso il suo referente per la sanità, Giusi Borello, lancia un appello forte e diretto: “Il cuore dei vibonesi non può più aspettare”. Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte, sia a livello globale che in Italia. Un’emergenza sanitaria che, secondo l’associazione, richiede non solo professionalità qualificate ma anche tecnologie adeguate e interventi tempestivi. Ed è proprio sul fattore tempo che si gioca la partita più importante: “non una variabile – si sottolinea – ma il confine tra la vita e la morte”. Nel mirino c’è una criticità che viene definita un vero e proprio paradosso: la presenza, all’ospedale cittadino, di un reparto di cardiologia e di un’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) storicamente rilevanti, ma privi di una sala di emodinamica. Una mancanza ritenuta grave, considerando il ruolo fondamentale che questa struttura svolge nella diagnosi e nel trattamento delle patologie ischemiche, in particolare nell’infarto miocardico acuto attraverso l’angioplastica primaria, oltre che negli interventi mininvasivi sulle valvole cardiache. Secondo l’associazione, la provincia di Vibo Valentia resta l’unica in Calabria a non disporre di questo servizio essenziale, a differenza delle altre realtà regionali che negli anni hanno strutturato una rete più completa e moderna. Una condizione che costringe i pazienti vibonesi a trasferimenti urgenti verso altri centri ospedalieri, con rischi elevati legati ai tempi di percorrenza. “Il tempo è muscolo”, si ricorda, evidenziando come ogni minuto di ritardo nell’intervento possa provocare danni irreversibili al cuore. «Non è accettabile che i cittadini di Vibo Valentia debbano avere standard di sicurezza inferiori rispetto al resto della regione», si legge nella nota, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire pari diritti in ambito sanitario. Da qui la richiesta chiara: l’istituzione di una sala di emodinamica nel capoluogo non può più essere rimandata né relegata a promessa elettorale. Si tratta, secondo Giusi Borello, di una scelta indispensabile per allineare il territorio agli standard minimi nazionali di assistenza cardiologica. Un appello che suona come un monito: a Vibo Valentia il tempo, in sanità, non è più una risorsa infinita. E quando si parla di cuore, ogni ritardo può fare la differenza.

 

 

 

 

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