top of page

Visite dopo mesi d’attesa, il Codacons diffida la Dulbecco

10 ore fa
Tempo di lettura: 2 min


CATANZARO - Hanno prenotato una visita e atteso per mesi, ma al momento di regolarizzare il ticket o verificare l’esenzione sarebbero stati invitati a tornare dal medico per rifare l’impegnativa, ritenuta scaduta. Sono le segnalazioni ricevute dal Codacons sul “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. L’associazione ha inviato una diffida all’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco, ad Azienda Zero e alla Regione Calabria, chiedendo di accertare i casi e di chiarire perché sia richiesta una nuova prescrizione per prestazioni già prenotate. Il punto riguarda la differenza tra la data entro cui prenotare e quella in cui la visita viene effettuata. Il DCA regionale n. 442 del 31 dicembre 2024 stabilisce che le ricette per prestazioni specialistiche ambulatoriali emesse dal 30 dicembre 2024 debbano essere prenotate entro 180 giorni dalla prescrizione. Una volta avvenuta la prenotazione, la ricetta conserva validità fino all’effettiva erogazione della prestazione. Se le segnalazioni fossero confermate e la richiesta di rinnovo dipendesse soltanto dal tempo trascorso dopo una prenotazione effettuata nei termini, il paziente si troverebbe dunque a rifare un passaggio che la disposizione regionale non prevede. «Chi ha prenotato nei termini non deve rimediare ai ritardi dell’ospedale – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons –. Ha già aspettato. Se la prescrizione è ancora valida, fargliela riscrivere significa imporgli una fatica inutile e sottrarre tempo anche al medico e agli altri pazienti». Per chi attende una diagnosi, osserva l’associazione, tornare dal medico non è una semplice formalità. Può significare trovare qualcuno che accompagni una persona anziana, chiedere un altro permesso dal lavoro o affrontare un nuovo spostamento mentre si sta male. «La frase “deve rifare l’impegnativa” si pronuncia in pochi secondi. A chi la riceve può costare una giornata», sottolinea Di Lieto. Il Codacons chiede che le segnalazioni siano verificate, che cessino le eventuali richieste di rinnovo fondate sul solo superamento dei 180 giorni dopo una prenotazione tempestiva e che siano garantite le prestazioni già fissate. Domanda inoltre di recuperare gli appuntamenti eventualmente rinviati per questa ragione. La diffida solleva una seconda questione: che cosa accade alle date registrate dal sistema informatico quando una vecchia impegnativa viene sostituita? L’associazione vuole sapere se, nel calcolo dei tempi d’attesa, resta la data della prima prenotazione oppure se l’apertura di una nuova pratica fa partire il conteggio da un momento successivo. Chiede perciò di conservare e confrontare le prenotazioni originarie, le modifiche intervenute e i dati trasmessi ad AGENAS. «Un paziente può aver aspettato più di un anno anche se la nuova ricetta è stata emessa ieri. Vogliamo sapere se quell’anno resta nel conteggio», afferma Di Lieto. Il Codacons precisa che la sostituzione della prescrizione non dimostra, da sola, un’alterazione delle statistiche. Il possibile effetto da verificare è se l’eventuale nuova data faccia apparire più breve un’attesa che, per il paziente, è iniziata mesi prima. «Se la data originaria viene correttamente utilizzata, lo si documenti. Se invece la sostituzione dell’impegnativa finisce per accorciare l’attesa registrata, occorre correggere le procedure e i dati», chiede l’associazione. La diffida domanda un riscontro entro sette giorni sulle verifiche e sulle misure adottate. In assenza di risposte, il Codacons annuncia che porterà la vicenda al Ministero della Salute e ad Agenas.

 

Commenti


Scegli la provincia 

Troverai l'elenco delle strutture convenzionate.

Cosenza
Crotone
Catanzaro
Vibo Valentia
Reggio Calabria
Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square
uneba calabria
bottom of page