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Welfare, incrementi di spesa in Calabria ma il divario col Nord resta





ROMA - Il divario rispetto alle altre aree del Paese, spiega ancora l’Istat, resta però molto ampio. Al Nord-est le risorse per il welfare territoriale (197 euro pro-capite) sono ben al di sopra della media nazionale (142 euro) e quasi tre volte superiori rispetto al Sud (72 euro). È di 174 euro la spesa media pro-capite per i servizi sociali al Nord (151 euro al Centro, 592 euro nella Provincia Autonoma di Bolzano); è di 92 euro la spesa media procapite per i servizi sociali al Mezzogiorno (Sud e Isole; 37 euro in Calabria).  Sono stati presi in carico dagli assistenti sociali oltre 2 milioni 185mila utenti, di cui la quota più ampia (31%) è composta da bambini e nuclei familiari con minori. Nel 2021 la spesa dei Comuni per i servizi sociali e socio-educativi è stata di 10,3 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e 745 milioni dalla contribuzione a carico degli utenti. La spesa al netto delle compartecipazioni (8,4 miliardi) è aumentata del 6,7% rispetto al 2020. Lo fa sapere l’Istat nel rapporto «La spesa dei comuni per i servizi sociali - Anno 2021. È del 4,7% l’incremento della spesa sociale dei Comuni al netto dell’inflazione rispetto al 2020 (+25,2% in Calabria al netto dell’inflazione). Maggiori gli incrementi di spesa al Sud (8,1% in valuta corrente; 6,1% in termini reali), soprattutto in Calabria (27,6%), in Puglia (18,5%) e in Basilicata (17,2%).

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