"Così a Villa San Giuseppe è stato salvato mio marito"

Sono una mamma e una moglie, mi chiamo Santina, nella mia vita c'è stato già un dramma di quelli che non si dimenticano mai, anni fa ho perso un figlio non ancora diciottenne a seguito di un incidente di moto, pertanto, può immaginare lo straziante dolore che porto dentro. Ho deciso di scriverle perché, proprio per il dramma che ho vissuto, sento la necessità con commozione ed a distanza di circa un mese, ed ora con un po' di tranquillità, di esprimere con queste mie poche righe un ringraziamento a delle persone speciali che con il loro comportamento, professionalità, amore per il loro lavoro e soprattutto per il loro altruismo hanno impedito il ripetersi di un altro dramma per la mia umile famiglia. Giorno 14 settembre scorso, era il tardo pomeriggio, mi trovavo con mio marito Matteo Ierardi di 62 anni in località ‘Palumbo’ dove abbiamo una piccola azienda agricola con un piccolo allevamento di bovini. Mio marito ed io stavamo sistemando gli animali quando, improvvisamente, mio marito ha iniziato ad accusare forti dolori al petto, senso di vomito e svenimenti. Soli e senza la possibilità di chiedere soccorso in quella località, non avendo io la patente, ho incoraggiato mio marito a porsi alla guida del fuoristrada e ci siamo messi subito in marcia per raggiungere il centro più vicino che era il paese di Cotronei per recarci presso la guardia medica e chiedere soccorso. Giunti all'inizio del paese scendendo dalla Sila mio marito peggiorava e quasi si accasciava sullo sterzo per i forti dolori al petto, nonostante ciò, per nostra fortuna sulla strada abbiamo notato la presenza della struttura sanitaria Villa San Giuseppe della Sadel SPA della famiglia Baffa, mio marito con un ultimo sforzo, entrava all'interno del piazzale della struttura sanitaria e si lasciava andare. Scendendo dall'auto per chiedere aiuto notavo che già si stava avvicinando a noi un giovane in divisa di vigilanza della Sadel il quale, dopo aver scambiato poche parole con mio marito, capiva subito la gravità della situazione e correva ai piani superiori, dove prestano servizi medici della struttura, quasi obbligandoli ad intervenire nella immediatezza. Dopo pochissimi minuti intervenivano due medici, che poi ho appreso trattarsi del dottor Francesco Pilli e del dottor Santo Sergi e un’infermiera, i quali pure impegnati con i pazienti della clinica avevano intuito, dalla richiesta energica da parte del vigilante, che doveva trattarsi di qualcosa di serio, pertanto lasciavano il loro lavoro e subito si recavano al piano di sotto e si prendevano cura di mio marito facendolo sdraiare su un divano posto all'interno della struttura. I due medici si rendevano conto che mio marito aveva un grave infarto in corso, pertanto, mettevano in atto tutta la procedura medica che in questi casi si pratica come primo soccorso. Nel frattempo allertavano il servizio del 118 e dopo circa 20 minuti sopraggiungeva l'ambulanza che svolge servizio alla postazione di Mesoraca, anche il medico del 118 dopo una immediata visita confermava la diagnosi effettuata dai colleghi che avevano prestato il primo soccorso. Gli stessi medici dopo aver valutato che non c’è presso il nosocomio di Crotone una unità coronarica per il trattamento di cardiopatie acute, decidevano invece di trasportarlo nell’ospedale di Crotone, di fare intervenire, data la gravità del paziente, l'elisoccorso con postazione a Cirò Marina allo scopo di farlo trasportare al più presto in una struttura di cardiochirurgia di Catanzaro. Dopo circa 20 minuti giungeva sul posto atterrando nel campo sportivo "Cav. Salvatore Baffa" l'elisoccorso con a bordo personale medico specializzato, che provvedeva a trasportare mio marito all'ospedale Pugliese di Catanzaro, dove giungeva in condizioni critiche e immediatamente veniva sottoposto a trattamento di emodinamica per due volte e il giorno dopo sottoposto ad altro intervento chirurgico alle coronarie. Ora mio marito è fuori pericolo, sta procedendo con la terapia specifica a riacquistare le forze e presto farà ritorno a casa insieme alla sua famiglia, figli e nipoti e naturalmente io, che non dimenticherò mai le parole che mi ha pronunciato al momento di essere trasportato a Catanzaro: "salutami adesso che non so se ci vediamo più" invece, grazie all'intervento tempestivo dei medici Francesco Pili e Santo Sergi della clinica Villa San Giuseppe di Cotronei, ma soprattutto grazie all'intervento immediato è deciso dell'addetto alla sorveglianza della Sadel Giuseppe Bitonto, che poi ho saputo, trattarsi di un ragazzo originario della provincia di Matera, fidanzato con una ragazza di Cotronei, impiegato da circa 2 anni presso la struttura sanitaria della famiglia Baffa, mio marito è stato salvato da un grave infarto potendo così ritornare a casa. Quando penso a quei momenti non riesco a trattenere le lacrime, perché penso che in quei pochi istanti è stato deciso il futuro della mia vita e quello della mia famiglia ed ecco perché sento il bisogno di ringraziare pubblicamente attraverso il vostro giornale i predetti i medici, gli infermieri, l'addetto alla vigilanza Giuseppe Bitonto, che quel giorno 14 settembre prestavano servizio presso la struttura sanitaria della famiglia eredi di Salvatore Baffa, perché senza di loro, senza la loro capacità professionale, ma soprattutto senza le loro umanità e senso di altruismo, mio marito poteva non farcela. A queste persone voglio esprimere la gratitudine da parte mia, da parte di mio marito, da parte di tutta la famiglia. Vi ricorderò sempre. Santina Cavallo Foresta di Petilia Policastro 

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