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Agenas, l’analisi di De Matteis (Sim)

  • Immagine del redattore: Uneba Calabria
    Uneba Calabria
  • 18 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
Medici
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ROMA - La sanità regionale continua a mostrare tutte le sue ammaccature e i suoi problemi storici. Cosimo De Matteis, presidente emerito del Sindacato medici italiani (Sim), cita gli ultimi dati di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sulla mobilità sanitaria, che, a suo dire «confermano il forte divario tra Nord e Sud del Paese», con una «Calabria al penultimo posto, con un deficit di spesa e il trasferimento verso altre regioni di prestazioni sanitarie dal valore di ben 191 milioni di euro». De Matteis ritiene che «questa situazione è stata determinata anche da scelte inadeguate da parte della Regione Calabria». Nella nota stampa del presidente emerito del Sim si legge: «Non è stato neppure utile l’impiego di medici provenienti dall’estero: la Calabria, continua ad essere una delle principali regioni dove persiste una forte migrazione sanitaria verso le regioni del Nord. Sono tanti i malati calabresi, spesso indigenti, che sono costretti a spostarsi in altre regioni per ricevere cure adeguate, affrontando enormi sacrifici non solo economici. Il grande sottofinanziamento, che parte da più di dieci anni addietro, la progressiva carenza di personale sanitario, l’incapacità di ridurre le diseguaglianze e l’inevitabile avanzata del privato hanno determinato la progressiva erosione del diritto costituzionale alla tutela della salute in Calabria». L’utilizzo dei medici cubani che «non è servito a invertire questa condizione del Sistema sanitario regionale, anzi stiamo assistendo, in questi ultimi giorni, ad un abbandono di questi medici stranieri dagli ospedali pubblici calabresi, (gli ultimi casi negli ospedali di Paola e di Cetraro) a causa dei pesanti carichi di lavoro e dei bassi stipendi». De Matteis analizza una serie di questioni difficili che si trascinano da troppi anni: «Il 118, per esempio, ha sempre più ambulanze che soccorrono malati ma senza medico a bordo. Stessa condizione di mancanza di personale viene riscontrata per le postazioni delle Guardie Mediche, dove nel distretto di Cosenza per 19 postazioni di guardia medica vi sono solo 12 titolari. Condizione che si ripete per gli altri distretti, determinando di fatto che per notte e festivi non vi sia l’assistenza, così come per quella a domicilio». Il presidente emerito del Sim auspica che si possa voltare pagina e che «la sanità, a partire da quella pubblica, ritorni al primo posto nell’agenda della Regione Calabria». Ma perché questo accada «occorrono scelte strutturali, accompagnate da percorsi di partecipazione e di condivisione con le associazioni, con i sindacati dei medici e dei sanitari per ricostruire e rifondare la sanità, la medicina territoriale e il sistema ospedaliero della nostra Regione».

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