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Aggressioni in corsia, per Barbuto (M5S) serve una legge

  • 24 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

CATANZARO - «L’attenzione mostrata dal Dipartimento Salute nella risposta alla mia interrogazione sulle aggressioni nei presidi ospedalieri è un primo passo importante, ma ora occorre dare concretezza a questo impegno. Con la fine del commissariamento, la Calabria ha l’opportunità e il dovere di legiferare in autonomia per garantire la massima sicurezza a medici e infermieri». Così la consigliera regionale Elisabetta Barbuto (M5S) commenta il riscontro all’interrogazione presentata ricevuto dagli uffici regionali in merito alle misure di tutela per il personale sanitario. Barbuto aveva esercitato il sindacato ispettivo a seguito delle gravi e reiterate aggressioni ai danni del personale sanitario presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone. Nella nota di risposta all’interrogazione, la Regione Calabria «ha confermato – spiega Barbuto – di essere al lavoro per l’adozione di un apposito regolamento regionale, da emanare tramite Decreto, volto a definire un quadro di riferimento unitario per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza. L’obiettivo dichiarato è quello di armonizzare le procedure organizzative e tecnologiche in tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere della regione». «Apprezzo l’intenzione di voler omogeneizzare i protocolli di sicurezza – spiega Barbuto – ma ritengo che lo strumento legislativo sia il più idoneo per dare stabilità e forza a queste tutele. Un regolamento è un buon punto di partenza, ma una legge regionale offre garanzie strutturali e sanzioni certe per chi deve garantire la sicurezza nei reparti». La notizia più significativa – si legge ancora nella nota diffusa – riguarda l’iter della proposta di legge a firma della consigliera Barbuto, recante “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”, che è stata ufficialmente calendarizzata in Commissione Sanità per martedì prossimo. «Invito la Giunta e i colleghi di tutto il Consiglio regionale a valutare con spirito costruttivo questo testo – conclude l’esponente del Movimento 5 Stelle –. La proposta include l’installazione di pulsanti antipanico, videosorveglianza, assistenza legale gratuita e supporto psicologico per gli operatori colpiti. Martedì avremo l’occasione di avviare un percorso condiviso per trasformare queste necessità in realtà. Proteggere chi cura significa, in ultima analisi, garantire la qualità e la dignità del servizio sanitario per tutti i cittadini calabresi».

 

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