Lamezia, all’ospedale funzionante un solo ascensore

LAMEZIA TERME - «La torre B dell'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme ha 6 piani. Reparti di Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Ostetricia, Pediatria. Centinaia di pazienti, decine di operatori per turno, visitatori, OSS con carrelli del vitto, barelle. E ha nella torre b un solo ascensore funzionante. L'altro è guasto. E l'altro pure. Da settimane. Anzi, a intermittenza da mesi. Un giorno riparte, due giorni si blocca. E quando si blocca, panico». Lo denuncia l’assocazione Malati Cronici del Lametino. Per l’associazione «lo stesso ascensore viene usato per tutto: pazienti, visitatori, biancheria sporca, rifiuti speciali, vitto. Una promiscuità che in un ospedale del 2026 è semplicemente indecente e contro ogni norma HACCP». Viene ricordato che gli ascensori della Torre A sono rotti dall’'anno scorso, montalettighe bloccati , poi la Torre B. Una manutenzione a pezzi, affidata a ditte che intervengono senza un contratto di full-risk che garantisca la continuità?», E ancora: «le domande all'Asp di Catanzaro, poiché Lamezia ha perso ogni autonomia, l’associazione Malati Cronici e il comitato civico giovani cittadini le chiedono da tempo, ma lo ripetiamo alla direzione generale dell'Asp di Catanzaro. Da quanto tempo l'ascensore della Torre B è guasto. Esiste un contratto di manutenzione con tempi di intervento certi? Se sì, perché non viene rispettato? Quando è prevista la sostituzione completa degli impianti, che hanno molti anni e non reggono più?». E ancora. «Chi paga il danno morale e fisico ai pazienti e agli operatori costretti a questa umiliazione quotidiana? Non si possono inaugurare sale interventistiche e poi lasciare la gente in coda per un ascensore. La sanità si misura su queste cose: se un anziano riesce ad arrivare al suo reparto senza fare un calvario. Al Giovanni Paolo II di Lamezia non mancano solo i medici. Manca il rispetto». In conclusione, l’associazione Malati Cronici e il comitato civico giovani cittadini chiede «l'intervento immediato del direttore sanitario di presidio e una relazione scritta sui tempi di riparazione. Ogni giorno che passa è una penitenza».







Commenti