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Autismo, verso la costruzione di una rete integrata

  • 17 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

CATANZARO - In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, con la direzione scientifica della professoressa Francesca Felicia Operto e in collaborazione con la Fondazione Città Solidale ETS, ha promosso un momento di alta formazione professionale che ha messo in dialogo accademia, sanità, istituzioni e Terzo settore. Ad aprire i lavori, nell’Auditorium di Medicina gremito, i saluti istituzionali del professor Francesco Luzza, del professor Luca Gallelli, del direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco”, dottor Petrillo, e della dottoressa Erminia Mannarino per la Sinpia. Un contributo significativo è arrivato anche dall’Istituto Superiore di Sanità, con la dottoressa Scattoni, che ha evidenziato la coerenza delle tematiche affrontate con gli indirizzi nazionali. A seguire, gli interventi della professoressa Daniela Concolino e della dottoressa Nesci, che ha richiamato il ruolo centrale del neuropsicomotricista nei percorsi terapeutici, mentre per la Regione Calabria è intervenuta la dottoressa Mignuoli. Lo sguardo sul territorio è stato affidato al dottor Bonacci, della Fondazione Città Solidale, che ha raccontato un impegno lungo trent’anni nel campo della disabilità, culminato nella nascita del centro ABC – Autismo e Bisogni Complessi, esperienza centrata sulla relazione e sulla presa in carico delle famiglie. Il Rettore Giovanni Cuda ha sottolineato la necessità di un impegno ancora più incisivo sul tema, evidenziando come la complessità dell’autismo richieda risposte strutturate e coordinate, capaci di coinvolgere tutti i livelli del sistema sanitario. Particolarmente rilevante la tavola rotonda con i rappresentanti delle cinque Asp calabresi, coordinata dalla professoressa Operto, che ha messo in luce punti di forza e criticità dei servizi territoriali. Dalla presa in carico dei minori ai percorsi di transizione verso l’età adulta, emerge un sistema in evoluzione ma ancora segnato da disomogeneità. Catanzaro ha illustrato il lavoro su circa 90 bambini con il supporto del Terzo settore; Cosenza ha evidenziato le difficoltà legate alla transizione; Vibo Valentia ha raccontato un percorso costruito anche grazie al privato sociale; Crotone ha descritto modalità di accesso e presa in carico; Reggio Calabria ha presentato un ambulatorio dedicato con attività di social training e supporto alle famiglie. Gli approfondimenti accademici hanno ampliato lo sguardo. La professoressa Oliva ha affrontato il tema della scuola e dell’inclusione con metodologie didattiche innovative, mentre il dottor Fulvio D’Amico ha richiamato il valore dell’etica della cura come responsabilità collettiva, sottolineando il ruolo della comunità nella presa in carico. Nel pomeriggio spazio alle esperienze concrete: dall’inclusione lavorativa con il progetto “Lavorando includendo” al racconto diretto di un giovane con autismo inserito in un percorso professionale, fino al contributo del consigliere regionale Ernesto Alecci su una proposta di legge dedicata. Accanto a queste, le riflessioni sul ruolo del servizio sociale, del Terzo settore e delle famiglie, sempre più centrali nella costruzione di percorsi di autonomia e inclusione. A chiudere, il garante regionale per le persone con disabilità, Ernesto Siclari, che ha richiamato il valore dei diritti e dell’inclusione reale. “Sguardi diversi. Nuove prospettive”: il titolo della giornata restituisce il senso di un percorso che punta alla costruzione di una rete stabile e integrata, capace di mettere al centro la persona e la sua complessità.

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