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Catanzaro, appello a Occhiuto per far cessare le file per i pazienti oncologici dell’ospedale Ciaccio

7 minuti fa
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CATANZARO – «Non è una richiesta di privilegio. È una richiesta di dignità». Lo si legge nella lettera rivolta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, dalla cittadina crotonese Marilena Sacchetta. Una lettera che denuncia le attese che scandiscono il percorso dei pazienti oncologici ed ematologici nell’ospedale “Ciaccio” di Catanzaro. Un documento per chiedere anche una verifica sull’organizzazione del servizio e interventi per ridurre i passaggi burocratici. «Per un paziente già provato dalla malattia, recarsi in ospedale per un semplice controllo significa affrontare una vera e propria sequenza di file e di attese», scrive Sacchetta. «Si arriva molto presto la mattina per prendere il numero e mettersi in fila per la registrazione e il pagamento del ticket». Un primo passaggio al quale, stando alla lettera, ne seguono altri prima di poter incontrare il medico. «Con lo stesso numero si attende poi di essere chiamati dalla segreteria del reparto di Ematologia o Oncologia per la registrazione necessaria ai prelievi». E qui comincia un’altra attesa: «Si torna ad aspettare, ancora con lo stesso numero, per essere chiamati per il prelievo del sangue». Dopo, resta la visita oncologica o ematologica, con una nuova chiamata da attendere. «Fila dopo fila. Attesa dopo attesa. Ore trascorse in un ospedale da persone che sono lì perché stanno combattendo contro una malattia». È il punto centrale della denuncia: il peso di un’organizzazione che finisce per aggiungere fatica a quella imposta dalle condizioni di salute. «È difficile accettare che un paziente oncologico o ematologico debba essere costretto a trascorrere una parte così consistente della propria giornata in attese che, almeno in parte, potrebbero essere organizzate e razionalizzate diversamente». La richiesta riguarda dunque il percorso che accompagna l’accesso alle prestazioni. «Non si tratta semplicemente di un problema di comodità o di efficienza amministrativa», sottolinea Sacchetta. «Quando parliamo di pazienti fragili, spesso anziani, sottoposti a terapie, con condizioni fisiche e psicologiche già compromesse, il tempo trascorso in una fila assume un peso completamente diverso». Da qui l’appello al vertice della Regione, chiamato a verificare la situazione descritta. La cittadina chiede «di valutare se sia possibile riorganizzare il percorso del paziente, riducendo le duplicazioni, le attese e i passaggi burocratici. «La sanità pubblica dovrebbe mettere al centro la persona e la sua dignità. E proprio nei luoghi in cui si curano le patologie più gravi dovrebbe essere massima l’attenzione all’organizzazione dei percorsi assistenziali», osserva nella lettera. Un principio che Sacchetta traduce in parole nette: «Chi entra ogni mattina in quell’ospedale non è un numero da chiamare attraverso una sequenza interminabile di code: è una persona malata che ha bisogno di essere curata e rispettata». L’auspicio è che la segnalazione venga raccolta «non soltanto come una lamentela, ma come un’occasione per intervenire concretamente sull’organizzazione di un servizio fondamentale per tutta la Calabria». Perché, conclude Sacchetta, «la qualità di una sanità pubblica si misura anche da come fa sentire una persona nel momento in cui è più fragile».

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