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Crotone, appello dei caregiver al prefetto dopo l'interruzione dell'Adi per 600 pazienti

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CROTONE – Si registra una situazione di forte criticità in merito alla gestione dell'Assistenza domiciliare integrata (Adi) nel territorio di competenza dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone. Secondo quanto denunciato dall'associazione dei caregiver “Il buon samaritano della Magna Grecia” attraverso una formale istanza d'intervento trasmessa anche alla Prefettura, l'Asp risulterebbe essere l'unica azienda sanitaria regionale a non aver perfezionato la procedura per la stipula degli accordi contrattuali annuali con gli erogatori privati accreditati per l'anno in corso. Il blocco delle nuove prese in carico, motivato dall'esaurimento dei budget assegnati, espone circa 600 pazienti – tra anziani non autosufficienti, soggetti in condizione di disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992 e malati terminali inseriti nei programmi di cure palliative – a un concreto rischio di interruzione delle prestazioni assistenziali. La vertenza evidenzia una discrasia nella programmazione e nell'utilizzo dei fondi dedicati alla sanità territoriale. A fronte dello stanziamento di risorse straordinarie, tra cui i fondi vincolati al PNRR (Missione 6, Componente 1, Investimento 1.2.1) e le somme trasferite alla Regione Calabria tramite specifico decreto dirigenziale del Dipartimento Salute (n. 11569 del 30 giugno 2026), l'Asp di Crotone non avrebbe finalizzato tempestivamente i percorsi operativi per l'assorbimento e la messa a terra dei finanziamenti. Tale stallo procedurale rischia di compromettere l'efficacia del processo di deospedalizzazione in atto, trasferendo di fatto il peso assistenziale sui caregiver familiari e sulle strutture ospedaliere territoriali. Dal punto di vista operativo, l'associazione evidenzia l'inadeguatezza dell'assetto interno dell'Asp a fronteggiare in via esclusiva il fabbisogno assistenziale multidisciplinare (infermieristico, fisioterapico, medico e di supporto socio-sanitario) precedentemente assorbito in regime di accreditamento. L'interruzione delle cure domiciliari integrate rischia di innescare un incremento degli accessi impropri ai reparti di Pronto Soccorso e un innalzamento dei ricoveri ospedalieri evitabili, con conseguente aggravio funzionale ed economico sul sistema sanitario locale. Alla luce del quadro delineato, l'associazione  ha formalmente richiesto l'attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale urgente presso la Prefettura di Crotone. L'obiettivo è quello di acquisire chiarimenti documentati in merito alla gestione delle risorse PNRR, alla mappatura dei pazienti coinvolti e all'adozione di misure correttive immediate volte a ripristinare la piena operatività dei servizi Adi e la tutela dei livelli essenziali di assistenza.

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