Dsa, ecco le linee guida


CATANZARO - «L'assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha presieduto il Tavolo

interistituzionale per la definizione delle Linee regionali sui disturbi specifici dell’apprendimento (dsa), al quale hanno partecipato i rappresentanti dei dipartimenti regionali all’Istruzione e alla Tutela della Salute, dell’Ufficio scolastico regionale e dell’associazione italiana per la dislessia». Lo riferisce un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale.

«Dall’incontro, è emerso che la Calabria - è detto nel comunicato - risulta l’ultima Regione, dopo la Campania, per numero di diagnosi sui disturbi dell’apprendimento. Per garantire la diagnosi di dsa in ambito pubblico manca sia l'organico all’interno delle unità di neuropsichiatria che i test aggiornati».

«La didattica tradizionale - sostiene l’assessore Savaglio - non favorisce l’apprendimento. Spesso anche le famiglie non accettano le disposizioni della scuola. Ma i disturbi specifici dell’apprendimento devono essere considerati come caratteristiche della persona, come avere avere gli occhi azzurri invece che gli occhi nocciola. L’ignoranza e la mancanza di conoscenza fanno muovere le persone nella direzione sbagliata. Quando vediamo bambini in difficoltà, che magari vengono anche bullizzati dai propri compagni, per loro inizia un percorso di vita con tantissime difficoltà che potremmo evitargli, riconoscendoli per come sono e offrendo loro il corretto percorso di apprendimento».

«Rinforzare gli organici delle strutture sanitarie pubbliche - è detto ancora nel comunicato - e promuovere l’aggiornamento delle figure cliniche, per poi intervenire sull'accreditamento di centri privati, come accade in ambito nazionale, potrebbe rappresentare una soluzione. Un documento regionale dedicato ai dsa era già stato stilato nel 2016, ma non è mai stato applicato e presenta, inoltre, la necessità di essere corretto, aggiornato e integrato. La legge 170 del 2011 ha introdotto la necessità di un aggiornamento dell’area sanitaria rispetto a questi temi, riconoscendo il ruolo strategico ricoperto dalla scuola nella rilevazione precoce dei dsa.

«In Calabria - afferma Caterina Iannazzo, componente del tavolo in qualità di neuropsichiatra infantile - mancano circa diecimila diagnosi di dsa. Un ritardo che ci pone come ultima regione italiana subito dopo la Campania». Secondo Enrico Ghidoni, neurologo componente del Comitato tecnico-scientifico del ministero sui dsa, «attraverso l’osservazione e il monitoraggio degli apprendimenti degli studenti sarebbe possibile intercettare precocemente le eventuali difficoltà di

apprendimento di tutti gli studenti, cosa che al momento non accade visto che in alcuni territori la scuola non invia tali segnalazioni».

Luciana Ventriglia, docente specializzata in Pedagogia clinica sostiene che «la scuola dovrebbe essere invitata a condividere con la famiglia anche la metodologia didattica adottata per insegnare a leggere e scrivere ai propri studenti».

«L'insegnante - sottolinea Adelaide Laganà, del coordinamento regionale dell’Associazione Italiana dislessia – deve intervenire anche laddove non fosse ancora arrivata una certificazione, per stabilire buone prassi e percorsi e chiarire: chi fa che cosa».

"Le scuole virtuose in Calabria sono tante - dichiara Maria Marino, referente inclusione per l’Ufficio scolastico regionale della Calabria, - e sono molte le buone pratiche che il nostro

ufficio raccoglie e dissemina».

«Il Tavolo tornerà a riunirsi tra due settimane – riporta ancora il comunicato - per condividere una bozza delle Linee guida e per procedere verso un’applicazione e pubblicazione delle stesse, che in Calabria sono attese dal 2016».

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