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Emodinamica, il deputato Tucci (M5S) contesta la nuova programmazione regionale

  • 11 minuti fa
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CATANZARO - «Se nel 2024 si poteva programmare l’emodinamica a Vibo Valentia e Corigliano-Rossano, perché nel 2026 quella stessa scelta non è più considerata valida?». È la domanda che il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci rivolge al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, intervenendo sulla nuova Rete regionale per le Sindromi coronariche acute e, in particolare, sulla diversa organizzazione prevista per gli ospedali di Vibo Valentia e Corigliano-Rossano. Al centro della polemica c’è il passaggio, nell’arco di due anni, da una programmazione che prevedeva la presenza dei due presidi nella rete dell’emodinamica a un modello basato sulle équipe itineranti. «Non stiamo parlando di una ricostruzione politica – sostiene Tucci – ma di atti ufficiali della Regione». Secondo il parlamentare, il DCA 78 del 2024 prevedeva una determinata organizzazione della rete ospedaliera e dell'offerta di emodinamica, mentre la nuova Rete SCA approvata nel 2026 non contempla più un laboratorio stabile nei due ospedali. La soluzione individuata dalla Regione sarebbe invece quella delle équipe mobili, destinate a essere attivate inizialmente a Corigliano-Rossano e successivamente anche a Vibo Valentia, una volta predisposte le sale. Una scelta sulla quale Tucci solleva interrogativi legati soprattutto alla tempestività degli interventi in caso di infarto. «Quando si parla di sindrome coronarica acuta il fattore tempo è decisivo», evidenzia il deputato, richiamando le stesse indicazioni contenute nella nuova Rete regionale, secondo cui la Sala Operativa 118 deve procedere al trasferimento rapido del paziente verso il laboratorio di emodinamica di riferimento, considerando risorse disponibili, tempi e ubicazione della struttura. Da qui la richiesta di conoscere i tempi effettivamente calcolati per i pazienti che si trovino a Vibo Valentia o a Corigliano-Rossano e necessitino di un intervento di emodinamica. «Quei tempi sono compatibili con gli standard che la stessa Rete SCA si è data?», chiede Tucci. Il deputato pone inoltre l'accento sulle caratteristiche geografiche della Calabria. «Non è una regione pianeggiante – afferma – e la stessa programmazione regionale riconosce la complessità geografica e orografica di alcune aree del territorio». Per questo, secondo Tucci, non sarebbe sufficiente fare riferimento alla rete Hub e Spoke, ma occorrerebbe dimostrare concretamente che l'organizzazione sia in grado di assicurare la stessa tempestività di accesso alle cure in ogni area della regione. Altro punto contestato dal parlamentare riguarda il richiamo al DM 70, il provvedimento nazionale che disciplina gli standard dell'assistenza ospedaliera e che, nella sua versione originaria, risale al 2015. «Era quindi già in vigore quando la Regione, nel 2024, programmava la propria rete ospedaliera», sottolinea Tucci. Da qui la richiesta di chiarire che cosa sia cambiato, sul piano tecnico e normativo, tra la programmazione del 2024 e quella del 2026. «Non si può semplicemente dire “ce lo impone il DM 70” – incalza il deputato – senza spiegare perché lo stesso quadro normativo nazionale fosse compatibile con una programmazione diversa appena due anni fa». La richiesta rivolta alla Regione è dunque quella di rendere noti i criteri che hanno determinato la nuova scelta: dai dati epidemiologici ai volumi di attività, fino alle valutazioni sui tempi di percorrenza e sulla distribuzione territoriale dei servizi. «La Regione deve spiegare quali criteri tecnici, quali dati epidemiologici, quali volumi di attività e quali valutazioni sui tempi di percorrenza abbiano portato oggi a escludere Vibo Valentia e Corigliano-Rossano dalla rete dei laboratori stabili di emodinamica», conclude Tucci. Una presa di posizione che riporta così al centro del dibattito vibonese la questione dell'Emodinamica allo Jazzolino, sulla quale nelle ultime settimane si sono confrontati sindaci, sindacati, associazioni e rappresentanti istituzionali, con la richiesta di garantire un servizio stabile e in grado di intervenire nell'emergenza cardiologica senza affidarsi esclusivamente a trasferimenti e soluzioni itineranti.

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