Fine del commissariamento, ora la Regione punta a uscire dal piano di rientro
- 13 apr
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CATANZARO - Non ci sarà un assessore alla Sanità calabrese, ora non più commissariata. «Terrò io l’interim per qualche tempo». Questo perché, pur essendo «molto soddisfatto del risultato che è storico» dello stop al commissariamento, «ora il mio obiettivo è far uscire la Calabria dal piano di rientro», quindi «avere tutte le leve - che hanno le altre Regioni non sottoposte al Piano di rientro - per occuparsi della salute dei cittadini». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla decisione del Consiglio dei ministri di ieri di revocare il commissariamento della sanità calabrese.
Occhiuto non nega che la sanità regionale abbia «ancora mille problemi. Sono perfettamente cosciente - ha spiegato - che ci sono tante cose che non funzionano in Calabria, perché si sono stratificati tanti problemi nel corso degli anni. Ma in questi anni è stato riconosciuto da tutti i ministeri che c'è stato un cambio di passo. Poi purtroppo stiamo vivendo anche una condizione in cui il percepito sulla sanità è peggiore in tutta Italia rispetto a qualche anno fa». E questo accade anche in Calabria, «io ne ho piena coscienza e continuo a lavorare, insieme ai miei collaboratori, perché ci possano essere miglioramenti sostanziali. E credo che ce ne saranno: quando usciranno i dati di Agenas sulle liste d’attesa, si vedrà che resta un problema nella nostra Regione, come in tutta Italia, ma è molto più grave in altre Regioni che non in Calabria", ha aggiunto Occhiuto, annunciando altre "novità e dossier su cui sto lavorando e che prima non potevo realizzare perché commissariato».
L’obiettivo principale, intanto, «è uscire anche dal piano di rientro non appena possibile - ha proseguito - Il piano concordato, quello che avevamo inviato ai ministeri vigilanti, prevede il rafforzamento delle azioni per quanto riguarda i Lea sulla prevenzione, cosa che stiamo già facendo. E prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio nel corso del triennio. Abbiamo molte risorse accantonate che fino ad ora non ci hanno fatto utilizzare: parte della fiscalità aggiuntiva non l'abbiamo utilizzata, parte del contributo di 60 milioni che annualmente avevano non è stata utilizzata. Sono risorse che in un regime di commissariamento e anche, in qualche modo, in piano di rientro, rimangono accantonate nel bilancio della sanità. E invece potrebbero essere utilizzate per rafforzare il sistema sanitario. L'obiettivo è proprio quello: continuare l’interlocuzione con i tecnici dei ministeri, ma, questa volta, con una condizione di maggiore forza perché non siamo più commissariati, ma siamo solo sottoposti come altre Regioni ma al piano di rentro».









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