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Lamezia, allagata la strada del Pronto soccorso



LAMEZIA TERME - «Onorevole Roberto Occhiuto, le sembra normale che quando si chiama il 118 ci viene risposto che non c’è disponibilità di ambulanze? E poi al Pronto soccorso c’è un torrente». Denuncia disservizi della sanità nella città di Lamezia Terme e nel suo circondario l’associazione “Malati Cronici”.«Fa un certo effetto sentire il presidente della Regione Calabria parlare di grandi progetti e poi non riuscire a garantire l’ambulanza del 118 a chi sta male - osserva Giuseppe Gigliotti, presidente dell’associazione - l’ultima segnalazione arrivata alla nostra associazione ci riporta alla richiesta di soccorso dove si risponde: non c’è disponibilità di ambulanze!».

«Ci chiediamo come mai, nonostante le ormai continue segnalazioni, si persevera a non garantire uno dei servizi essenziali: quello del primo soccorso. E poi si spendono 100 milioni all’anno per ricoveri, interventi, prestazioni per chi è costretto ad emigrare per curarsi». Per Gigliotti «c’è qualcosa di marcio in questa regione, veramente, perché la Calabria continua a mantenere aperto questo canale di danaro pubblico per sostenere i cosiddetti “viaggi della speranza” mentre qui la sanità regionale non riesce ad offrire un servizio ottimale per trattenere i suoi cittadini utenti».

«Quando però si lasciano sguarniti i servizi essenziali di assistenza, allora si può facilmente capire che forse in tutto questo c’è una volontà politica di non ottemperare. E infatti nel frattempo si lasciano nella precarietà più assoluta ospedali reparti e medici – osserva ancora Gigliotti – i pazienti se hanno la possibilità di recarsi dal privato, pagando, bene, altrimenti possono aspettare anni ed anni nella sanità pubblica. Per le prenotazioni, ci sono tempi assurdi. C’è gente che è in attesa di intervento da prima del Covid 19. Questo non è disservizio, si chiama volontà politica. Vorremmo segnalare anche le difficoltà di accesso al Pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia: il modo selvaggio di parcheggiare spesso impedisce alle vere urgenze di accedere al servizio di urgenza. Ed inoltre con la pioggia che si è avuta ieri l’altro si è creato un piccolo torrente d’acqua sempre su questa strada che permette l’accesso al Pronto soccorso».

Per Gigliotti la «situazione è davvero disperata», perché «il malato non sempre ha la possibilità di attendere e nemmeno ha la volontà di ascoltare promesse puntualmente disattese. Spesso non può permettersi nemmeno la visita a pagamento, se è vero che ormai una persona su tre rinuncia a curarsi».

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